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Trento (I)
Carnival King of Europe a Siamo Europa

TRAILERS

2017
Fasnacht in Tramin (Schnappviecher oder Wudelen) (I)
by Michele Trentini, Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina
2017
Perchtenlauf in Rauris (A)
by Michele Trentini, Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina
2017
La Gnaga (I)
by Michele Trentini, Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina

ORGANIZER

logoMuseo degli Usi e Costumi della Gente Trentina



via Mach, 2
38010 San Michele all'Adige (TN)
ITALY


Tel. +39 0461 650314

Fax +39 0461 650703

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CARNIVAL KING OF EUROPE - Press reports

INDEX


Consegnato il Premio Europa Nostra 2017 a Carnival King of Europe, in Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina

Europa Nostra Awards 2017, in MiBACT. Direzione generale Musei

Europa Nostra Awards: svelati i vincitori dell’edizione 2017. Quattro i progetti italiani premiati su 29, in Europa Creativa cultura, Newsletter N. 53 - waiting edition

Quattro progetti italiani tra i vincitori del Premio dell’Unione europea per il Patrimonio Culturale / Europa Nostra Awards 2017, in Commissione Europea. Rappresentanza in Italia

Vincitori del Premio UE per il Patrimonio Culturale / Europa Nostra Awards 2017, in Eurodesk

Ue, 4 progetti italiani vincono Europa Nostra Awards 2017, in ANSA/Europa

Il premio “Europa nostra” al Museo di San Michele, in Europaregion Euregio

Europa Nostra Awards 2017, incoronati quattro progetti italiani, in il Domani d'Italia

Europa Nostra Awards: 4 italiani tra i vincitori, in aise agenzia internazionale stampa estero

Europa Nostra Awards 2017, incoronati quattro progetti italiani, in Giornale dei Comuni

Europa Nostra Awards 2017, incoronati quattro progetti italiani, in il Velino.it

Quattro progetti italiani tra i vincitori del Premio dell’Unione europea per il Patrimonio Culturale / Europa Nostra Awards 2017, in deliapress.it

Il premio “Europa nostra” al Museo di San Michele, in il Trentino

Il premio “Europa nostra” al Museo di San Michele, in Trentino cultura

Carnevale "Re d'Europa": il Museo di San Michele tra i vincitori Europa Nostra, in Trento today

Il progetto di ricerca «Carnival King of Europe» vince un Premio dell’Unione Europea per il Patrimonio Culturale / Europa Nostra Award 2017, in L'Adigetto

Il premio «Europa nostra» al Museo di San Michele, in La Voce del Trentino.it, by Alessio Andreani

Museo Usi Costumi S. Michele: Il Premio Unione Europea a Carnival King of Europe, in Agenzia giornalistica Opinione

Il Premio “Europa Nostra” al Museo di San Michele, in Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina

La tradizione del “Pulgenèlle” di Castiglione Messer Marino, in Con il cuore in Abruzzo, by Tino Colacillo

Slovacchia, vincono Morelli e Trentini, in L'Adige, by R.M.G., 25th October 2016

Giovanni Kezich, Carnevale re d'Europa. Viaggio antropologico nelle mascherate d’inverno. Diavoleri giri di questua riti augurali pagliacciate, Scarmagno, Priuli & Verlucca Editori, 2015, pp. 544, euro 29,50, in "Biblioteca", a cura di Silvia Vernaccini, Il Trentino, A. LII, n. 339, luglio 2016

La ricerca sui Carnevali in Europa presentata in Germania a Colonia, in L'Adige, 23rd February 2016

Febbraio è mese di festa, culto degli avi, purificazione e rinascita. Triomphe! Triomphe! Triomphe!, in Il Foglio, by Alessandro Giuli, 9th February 2016

Istinto carnevalesco. Fotodiario. Nelle più fredde e remote valli alpine è tempo di mascherate invernali. Stefano Torrione le studia e le fotografa da anni, testo e fotografie di Stefano Torrione, in National Geographic Italia, febbraio 2016

Giovanni Kezich, Carnevale re d'Europa. Viaggio antropologico nelle mascherate d’inverno. Diavoleri giri di questua riti augurali pagliacciate, Editori Priuli & Verlucca - Scarmagno (TO), 2015, in Il cantastorie on line, February 2016

Giovanni Kezich, Antonella Mott, Michele Trentini (a cura di), Carnival King of Europe II 2010-2012). Cofanetto con libretto e 3 DVD film documentari, in Il cantastorie on line, February 2016

Il carnevale, storia di popoli e tradizioni, in L'Adigetto, by Daniele Bebber, 27th January 2016

Associazione Castelli trentini. Incontro con Giovanni Kezich. Il direttore del Museo di San Michele parlerà del Carnevale, in Corriere del Trentino, by Giancarlo Riccio, 27th January 2016

"Carnival King", premiato il film di Kezich e Trentini, in Trentino, Wednesday, 22nd October 2014

"Per quanto riguarda le misure sui carnevali storici, il Trentino - ricorda il senatore Panizza - ha messo in campo il progetto Carnival King of Europe, esteso a tutta Europa, che è stato premiato in più contesti culturali", in La voce del Trentino 29th July 2014

I demoni delle Alpi, le montagne della magia. Personaggi mascherati, rituali indecifrabili, fuochi propiziatori... Ovunque nell’arco alpino sopravvivono tradizioni dalle origini antiche e misteriose, di Giovanni Kezich, Fotografie di Stefano Torrione, in National Geographic Italia, febbraio 2013

Giovanni Kezich. Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina. Quelles sont les origines des carnavals européens ?, in Maison de l'Europe Bordeaux-Aquitaine

Giovanni Kezich. Il Carnevale dai Pirenei ai Balcani, in RSI Rete Due, by Giovanni Riva, Friday, 29th June 2012

Carnevale. La mostra in Romania, in Corriere del Trentino, Wednesday, 6th June 2012

Carnevale, mostra in Romania, by c.l., in Trentino, Wednesday, 6th June 2012

Carnaval, roi d'Europe, by Louis Guermond, in leParisien.fr

Razstava Pust, kralj Evrope, by Staša Cafuta Trček, in Ptujčan, 30th March 2012

Le maschere della fertilità a Lubiana, in Trentino, Wednesday, 21th March 2012

Inizia il weekend del Carnevale alpino, in Trentino, Saturday 11th February 2012

Tradizione e memoria nella sfilata di S. Michele, by Francesca Polistina, in Corriere del Trentino, Friday 10th February 2012

A San Michele va in maschera l'Europa. Incontri didattici, carri e concorsi da domani con il Gran carnevale alpino. Il direttore del museo Kezich: "Edizione 2012 salva e ora potremo diventare una delle capitali della festa", by f.d.d., in Trentino, Friday 10th February 2012

Gran carnevale alpino, in Vita Trentina, Sunday 12 February 2012

Carnevale, maschere tradizionali con laboratori e sfilata finale, in Trentino, Wednesday 8th February 2012

Carnevale con maxi lucanica da... indovinare, by M.M., in L'Adige, Wednesday 8th February 2012

La capra e l'orso che fanno tradizione e festa di Carnevale, in Trentino, Thuesday 7th February 2012

I film di Trentini sui carnevali d'Europa, in Trentino, Thuesday 7th February 2012

Carnevali, colori d'Europa, in Trentino, Thuesday 31st January 2012

I documentari di Trentini in onda da oggi su Tca, in Trentino, Thursday 24th January 2012

Carnevali da San Michele a Bilbao, in Trentino, Sunday 22nd January 2012

Su Tca i film di Michele Trentini dentro i riti dei carnevali d'Europa, in Trentino, Thursday 12nd January 2012

www.cinemaitaliano.info/carnivalkingofeurope

Carnascèr re d'Europa. Seconda edizion de la mostra su la mascres e le tradizion più grana d’Europa che porterà stroz per l Veie Continent ence l lachè, l bufon e l marascon, in TV Ladina.com, 19th November 2011

A San Michele mostra «Carnevale re d'Europa 2» dal 18 novembre, by Daniela Finardi, in La Rotaliana.it, November 2011

Il Carnevale in Europa tra riti e magie, by D.F., in L'Adige, Friday 18th November 2011

San Michele e il carnevale, by Lorenzo Sighel, in Corriere del Trentino, Friday 18th November 2011

Se l'Europa non maschera la tradizione, in Trentino, Thursday 17th November 2011

Parte la mostra sul carnevale al Museo degli usi e costumi, in Trentino, Tuesday 15th November 2011

Ad ogni paese il suo carnevale, by Sara Marcolla, in Vita trentina, 27th February 2011

A San Michele c'è il Gran carnevale alpino, a cura di Massimo Dalledonne, in SettePiù Weekend, 25th February 2011

Lachè, bufón e marascóns. A San Michele è Carnevale, by Marika Damaggio, in Corriere del Trentino, Thursday 24th February 2011

S. Michele, carnevale sempre più europeo. Un programma senza confini, quest'anno arrivano i gruppi sloveni, by Sara Marcolla, in Trentino, Thursday 17th February 2011

Carnevali d'Europa. San Michele ancora "capitale", by Giovanni Kezich, in il Trentino, February 2011

L'Europa di Re Carnevale dai balcani ai paesi baschi. Con il museo etnografico ampio confronto fra tradizioni, in Trentino, Thursday 18th November 2010

L'uomo che studia il Carnevale, by E.M., in La Stampa, Sunday 22th August 2010

La mostra sui carnevali piace. San Michele, fino al 21 marzo al Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, in Trentino, Wednesday 10th February 2010

Inaugurata a San Michele una mostra sul "Carnevale re d'Europa", by Ufficio Stampa della Provincia autonoma di Trento, Wednesday 10th February 2010

Il «Gran carnevale alpino». Alleanza con la val d'Aosta, by Claudia Gelmi, in Corriere del Trentino, Wednesday 3th February 2010

È sempre Re Carnevale. Da San Michele a Kyoto, passando per l'Europa, by Giovanni Kezich, in il Trentino, February 2010

Quei dodici giorni di scarto. Kezich racconta magie e misteri nascosti fra Natale ed Epifania, fra la Luna e il Sole, Intervista al Direttore del Museo di San Michele su questo periodo legato a riti antichi, by Barbara Gambino, in Trentino, Wednesday 30th December 2009

Il presepe? Copia il Carnevale. È l'ipotesi di Giovanni Kezich, direttore del Museo di San Michele, by Stefano Fait, in Trentino, Thursday 24th December 2009

«King of Carnival» conquista Kyoto, in Trentino, Thursday 24th December 2009

Prodotto dal Museo di San Michele. «Carnevale», il video premiato a Kyoto, in Trentino, Saturday 12th December 2009

Carnevale Re d'Europa, by Valentina Porcellana, in www.dislivelli.eu, 7th Dicember 2009

L'Europa studia i carnevali. La ricerca del Museo degli Usi e Costumi di San Michele al centro del 13° Seminario di Etnografia Alpina, in Vita trentina, 8th November 2009

Il carnevale e i popoli. San Michele, ultimo atto di un progetto biennale, by Elisabetta Curzel, in Corriere del Trentino, Wednesday 4th November 2009

L'Europa dei carnevali. A San Michele il punto su un progetto biennale, by Stefano Fait, in Trentino, Wednesday 4th November 2009

Quando il Carnevale è re d'Europa: convegno al via, in L'adige, Wednesday 4th November 2009

Ritualità e potere nei carnevali d'Europa, in Trentino, Tuesday 3rd November 2009

Il carnevale è un patrimonio europeo, in Trentino, Friday 9th October 2009

Il carnevale è patrimonio europeo, in L'adige, Thursday 8th October 2009

Saluto del Sindaco. Graziano Lozzer e comune di Valfloriana, by Graziano Lozzer, in El carnevàl de Valfloriana. Sabato 21 febbraio 2009, Comune di Valfloriana, febbraio 2009

Tajna veza europskih karnevala, by Nataša Gajski Kavačić, in Republika Hrvatska Ministarstvo kulture u tisku, Iz tiska, Saturday 31th January 2009

Isti korijeni europskih karnevala, by Marina Tenžera, in www.Vjesnik.hr, Tuesday 20th January 2009

I matòci e i lacchè nel carnevale d'Europa & Popolo dei boschi, brusti e crafen, by Renzo Grosselli, in L'adige, Sunday 18th January 2009

Karneval - kralj Europe. Izložba o karnevalu ostvarena u sklopu meðunarodnoga projekta
koji financira Europska unija
, by Marina Tenžera, in www.Vjesnik.hr, Friday 16th January 2009



Il Trentino, A. LII, n. 339, luglio 2016, "Biblioteca", a cura di Silvia Vernaccini
Il Trentino

Giovanni Kezich, Carnevale re d'Europa. Viaggio antropologico nelle mascherate d’inverno. Diavoleri giri di questua riti augurali pagliacciate, Scarmagno, Priuli & Verlucca Editori, 2015, pp. 544, euro 29,50

Un volume poderoso, autorevole, certamente destinato a lasciare un segno negli studi di carnevalogia europea, è quest’ultima opera realizzata da Giovanni Kezich, direttore del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, frutto di un progetto di ricerca che ha coinvolto altri otto grandi musei etnografici europei (Bilbao, Marsiglia, Varsavia, Lubiana, Zagabria, Sibiu, Sofia, Skopje). La ricerca è impreziosita da illustrazioni al tratto (Helene Lageder), di fotografie a colori (Antonella Mott), di trascrizioni musicali (Laura Gasperi), di interessanti cartografie e apparati di consultazione (Antonella Mott) che consentono un’originale navigazione tematica attraverso il volume, che può essere pertanto utilizzato come una vera “enciclopedia del carnevale”. Di ciascuna mascherata, un’ottantina circa, ne viene restituito il clima, lo spirito proprio: dai Balcani alla Polonia, dal Paese Basco alla Sardegna, passando naturalmente per l’arco alpino.

pdf



Trentino, Wednesday, 22nd October 2014
www.giornaletrentino.it

"Carnival King", premiato il film di Kezich e Trentini

SAN MICHELE ALL'ADIGE. “Carnival King of Europe 2.0”, film di Giovanni Kezich e Michele Trentini, prodotto dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, ha vinto il Premio della Società Slovacca di Etnologia “Ethnologist behind Camera” (“L’etnologo dietro la cinepresa”) al 18esimo Film festival internazionale “Etnofilm” che si è tenuto a Cadca in Slovacchia dal 14 al 17 ottobre. Questo piccolo e prestigioso festival biennale, organizzato dal dipartimento di Etnologia e Museologia dell’Università di Bratislava, si tiene già dal 1982 in una piccola località della Slovacchia settentrionale, non lontano dal confine polacco. La precedente edizione, la 17esima del 2012, fu vinta dal regista trentino Renato Morelli, con il suo film “Voci alte. Tre giorni a Premana”. Il film di Kezich e Trentini, già vincitore nel 2009 del Gran Premio per il film documentario del Museo dell’Università di Kyoto, punta alla riscoperta delle comuni radici culturali delle mascherate invernali nel continente europeo, portando a corredo di questa tesi i materiali filmici di una ricerca etnografica che, dal naturale baricentro trentino e alpino, si è poi estesa fino ad una settantina di località in Europa.



Corriere del Trentino, 6th June 2012

Carnevale. La mostra in Romania

S'inaugura oggi al Complexul Naţional Muzeal ASTRA di Sibiu, in Romania, la mostra "Carnevalul regele europei II / Carnival King of Europe II (2010-2012)", allestita nel periodo invernale al Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina. Partita dal Museo di San Michele, era poi stata trasferita prima a Bilbao, nei Paesi Baschi spagnoli, e in seguito in Slovenia, a Lubiana. La mostra presenta i risultati della ricerca sui carnevali tradizionali condotta dal Museo diretto da Giovanni Kezich, in collaborazione con altri otto musei etnografici di diversi Paesi europei. L'idea fondante del progetto è provare come le mascherate rituali che si tengono nei villaggi contadini di mezza Europa siano espressioni diverse di un antico rito pagano di fertilità - legato all'antico magismo agrario - che si presenta quasi ovunque allo stesso modo.



Trentino, 6th June 2012
www.giornaletrentino.it

Carnevale, mostra in Romania
by c.l.

SAN MICHELE ALL'ADIGE. È stata inaugurata al Complexul Naţional Muzeal ASTRA di Sibiu, in Romania, la mostra Carnevalul regele europei II / Carnival King of Europe II (2010-2012), allestita nel periodo invernale al Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, per poi esser trasferita prima a Bilbao, nei Paesi Baschi spagnoli, e in seguito in Slovenia, a Lubiana. La mostra presenta i risultati della ricerca sui carnevali tradizionali condotta dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige, in collaborazione con altri otto musei etnografici di diversi paesi europei, all’interno dell’omonimo progetto finanziato dal Programma Cultura dell’Unione Europea. La mostra presenta una ricca esposizione di maschere, costumi, oggetti e documentazioni video relativi alle mascherate tradizionali europee legate al magismo agrario più ancestrale.



leParisien

Carnaval, roi d'Europe
by Louis Guermond

Le professeur Giovanni Kezich du musée de San Michele all’Adige, Italie (Museo degli usi e costume della Gente Trentina) nous fait voyager de toute sa verve dans une Europe pleine de couleurs puisque les masques qui depuis des temps immémoriaux ,mais toujours présents ,accompagnent les rituels de l’hiver et viennent de presque tous les coins de cette Europe que certains voudraient divisée voir détruite .Et pourtant , voilà encore une exposition qui montre l’unité , l’appartenance aux mêmes racines , le souvenir de l’ancêtre qui revient entre nous les vivants,le bonheur d’avoir une bonne récolte etc. Les collègues italiens du musée sont touts aussi enthousiastes pour partager leurs connaissances.
Les masques enrubannés de couleurs chatoyantes sont hideux ou rigolards. Le sympathique photographe itinérant sous son voile noir est là pour mettre tous le monde en rang d’oignons comme l’équipe de football du village avant que les jeunes garçons et filles se mettent à danser, courir dans les rues des villages comme c’est toujours le cas pendant l’hiver roumain.
L’exposition dure jusqu’à la fin du mois d’août au musée Astra de Sibiu (un musée partenaire roumain ayant de quoi montrer avec une équipe de professionnels sous la direction de Monsieur Olaru ) dans ce projet Carnival , King of Europe II. 2010- 2012 qui a démarré, rappelons le, dès 2007 sous l’initiative du musée italien en collaboration avec des musées de France, Croatie, Bulgarie et Macédoine.
Une partie de cette exposition sera presentée dans un ensemble plus important à Marseille en 2014.



Ptujčan, 30th March 2012, p. 27

Razstava Pust, kralj Evrope
by Staša Cafuta Trček

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Trentino, 11th February 2012
www.giornaletrentino.it

Le maschere della fertilità a Lubiana

SAN MICHELE. La mostra Carnevale re d'Europa II/Carnival King of Europe II "Le mascherate invernali di fertilità nel contesto etnografico europeo" sarà inaugurata domani allo Slovenski etnografski muzej di Lubiana. Allestita al Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina fino al 6 gennaio 2012 e in seguito a Bilbao nei Paesi Baschi spagnoli, fino al 6 maggio sarà nella capitale slovena, verrà poi trasferita a Sibiu in Transilvania e infine a Varsavia, in Polonia. La mostra, che a Lubiana verrà ampliata con una sezione relativa ai carnevali sloveni, presenta una ricca esposizione di maschere, costumi, oggetti e documentazioni video relativi alle mascherate tradizionali europee legate al magismo agrario più ancestrale. Si tratta dei materiali raccolti durante la ricerca sul campo svolta dal Museo di San Michele con 8 musei partner di altrettanti stati europei.



Corriere del Trentino, 11th February 2012

Inizia il weekend del Carnevale alpino

SAN MICHELE: "Torna l'uomo mascherato per salvare il raccolto" è il titolo del Gran carnevale alpino che oggi e domani si ripropone a Grumo e San Michele, a cura del Comitato Carnevale San Michele all'Adige-Grumo, in collaborazione con il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina e il Comune di San Michele all'Adige, con il patrocinio della Provincia. Oggi, al Museo dalle 14.30 vengono proposte attività educative per i ragazzi, dalle 16.30 la proiezione dei film di Carnival King of Europe girati nel 2011. Domani, sarà il momento della grande sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati provenienti dalla Piana Rotaliana, val di Cembra e Altipiano di Piné, aperta dalla Banda musicale di Faedo e dalle rappresentanze dei carnevali tradizionali: i gruppi di Varignano e Soraga per il Trentino e le maschere del Mullerlaufen di Schwaz, cittadina presso Innsbruck.



Corriere del Trentino, 10th February 2012

Tradizione e memoria nella sfilata di S. Michele
by Francesca Polistina

TRENTO - Torna il carnevale di San Michele all'Adige. Domani e domenica spazio ai festeggiamenti con attività educative per i ragazzi, proiezione di film e maschere. Forte dei suoi 40 anni di storia, il carnevale di San Michele inaugura la stagione dei carnevali trentini con un connubio che unisce tradizione e modernità: in strada, oltre a una quindicina di carri allegorici, anche i tre gruppi storici di Varignano, Soraga e Schwaz (Tirolo). L'intreccio tra passato e presente è reso possibile grazie alla collaborazione con il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, interessato agli aspetti storici ed etnografici della festa: "La partecipazione del museo alla manifestazione fa parte del lavoro che stiamo portando avanti in Europa - spiega il direttore Giovanni Kezich -. Ma si può ancora fare di più: vogliamo fare del carnevale di San Michele un punto di riferimento".
L'appuntamento è per domani alle 14.30 al Museo, con attività educative per i ragazzi e laboratori didattici. Alle 16.30 inizierà la proiezione dei film di Michele Trentini realizzati nell'ambito del progetto europeo di documentazione etnografica "Carnival King of Europe", organizzato dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina con otto partner in altrettanti Paesi europei.
Domenica alle 13.30 tocca ai carri. Per le vie di Grumo e San Michele sfileranno una quindicina di gruppi mascherati e carri allegorici in concorso provenienti da tutta la piana Rotaliana e dalle valli limitrofe. Insieme a loro anche due gruppi tradizionali trentini e uno austriaco, a testimonianza delle radici antichissime di questo rito.



Trentino, 10th February 2012
www.giornaletrentino.it

A San Michele va in maschera l'Europa. Incontri didattici, carri e concorsi da domani con il Gran carnevale alpino
Il direttore del museo Kezich: "Edizione 2012 salva e ora potremo diventare una delle capitali della festa"
by f.d.d.

SAN MICHELE. Succede dal 1970 e domani e domenica il Gran Carnevale alpino di San Michele all'Adige rinnoverà la tradizione aprendo la stagione dei carnevali. Da un lato, è giustificato il sospiro di sollievo, visto che (ieri, alla presentazione del weekend) gli organizzatori hanno parlato di un'edizione "salva per il rotto della cuffia". Dall'altro lato, la rinnovata fiducia spalanca per San Michele, e proprio grazie al suo appuntamento in maschera, "una prospettiva di capitale europea del carnevale".
Con il titolo "Torna l'uomo mascherato per salvare il raccolto", il programma 2012 annuncia un sabato dedicato ai ragazzi e agli approfondimenti, insomma un modo di guardare dietro le maschere e vedere nei carnevali di tutto il continente i tratti che accomunano le usanze (originariamente legate al calendario agricolo e ai riti della fertilità). Un'introduzione che, sulla scia del progetto "Carnival King of Europe" curato dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, apre alla festa di domenica, quando sarà il momento di accompagnare la sfilata dei carri. In parata ci saranno i gruppi storici trentini di Soraga e Varignano e dell'austriaca Schwaz, mentre in concorso scorreranno una ventina di carri provenienti da Rotaliana, val di Cembra e Pinetano. All'organizzazione hanno pensato il Comune, il Comitato carnevale guidato da Johan Jacob e dal vice Vittorio Passer e il Museo presieduto da Lorenzo Baratter e diretto da Giovanni Kezich, che nel Carnevale alpino credono più che mai. Sono appunto loro che, dallo scampato pericolo di un 2012 senza carnevale ("Il ringraziamento va all'assessore provinciale Panizza"), rilanciano il valore degli "investimenti culturali" realizzati. "Il progetto Carnival King of Europe - ha insistito Kezich - è un prodotto d'eccellenza dell'export trentino: è un libro, un sito, è una serie di film ed è una mostra, ora in contemporanea a Bilbao e Zagabria". Ecco come San Michele si può prendere il ruolo di capitale del carnevale. Una capitale in cui il Museo degli Usi e Costumi, ha precisato Baratter, "è il museo per eccellenza del Trentino, depositario dei valori che rappresentano le nostre origini. Un museo che i trentini sono invitati a visitare e che, con i suoi progetti, entra nelle comunità".

Il programma
Dai laboratori alla sfilata

Il Gran carnevale alpino propone domani, al Museo di S. Michele dalle 14.30, attività educative per i ragazzi. Dalle 16.30 i film di Michele Trentini "I Silvester di Urnäsch (Svizzera)", "La doppia marcia degli joaldunak (Paesi Baschi)", "Un giorno ad Agnita (Romania)", "Koza szymborska (Polonia)", e "Carnival King of Europe", di Giovanni Kezich Michele Trentini. Domenica, dalle 13.30, sfilata di carri allegorici da Grumo a S. Michele, con passaggio al campo sportivo e conclusione al municipio, dove ci sarà la giuria. Partecipano una ventina di carri dalle valli trentine, la Banda di Faedo, i gruppi di Varignano e Soraga, le maschere del Mullerlaufen di Schwaz (Austria). Alle 16 la premiazione del concorso, quindi maccheronata, vin brulé e thè.



Vita trentina, 12th February 2012
www.vitatrentina.it

Gran carnevale alpino

Il Gran carnevale alpino di San Michele all'Adige propone due giornate di festa, organizzate dal Comitato Carnevale San Michele all’Adige-Grumo, con la collaborazione del Museo degli Usi e Costumi e il Comune di San Michele all’Adige, e il patrocinio della Provincia. Sabato 11 dalle 14.30, al Museo di San Michele, tre laboratori per i ragazzi: "Il cappello dei lacché", "La sonada degli arlechini" e "La maschera del Selvadech"; alle 16:30 proiezione dei film di Carnival King of Europe girati nel 2011. Domenica 12 sarà il momento della grande sfilata di carri allegorici, aperta dalle rappresentanze dei carnevali tradizionali trentini, alpini ed europei, per ricordare le radici antichissime di questo rito. Sotto le mentite spoglie di giovani paesani mascherati, gli antenati tornano a visitare le comunità dei vivi, e a promettere ad esse fertilità e abbondanza. Quest'anno saranno presenti i gruppi di Varignano e Soraga per il Trentino, oltre alle maschere del Mullerlaufen di Schwaz, cittadina nei pressi di Innsbruck.



Trentino, 8th February 2012
www.giornaletrentino.it

Carnevale, maschere tradizionali con laboratori e sfilata finale

SAN MICHELE ALL'ADIGE. Sarà una vera e propria Festa del carnevale, quella di sabato 11 e domenica 12 febbraio, organizzata dal Comitato Carnevale San Michele all’Adige-Grumo, in collaborazione con il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, il Comune di San Michele all’Adige e il patrocinio della Provincia Autonoma di Trento. Questo il programma: sabato, al Museo di San Michele, dalle 14:30 alle 16:30, attività educative per i ragazzi (laboratori Il cappello dei lacché, La sonada degli arlechini e La maschera del Selvadech), dalle 16:30 alle 18, proiezione dei film di Carnival King of Europe girati nel 2011. Domenica è prevista la grande sfilata di carri allegorici, aperta dalle rappresentanze dei carnevali tradizionali trentini, alpini ed europei, che ci ricordano delle radici antichissime di questo rito. Sotto le mentite spoglie di giovani paesani mascherati, gli antenati tornano a visitare le comunità dei vivi, e a promettere ad esse fertilità e abbondanza. Quest'anno saranno presenti i gruppi di Varignano e Soraga per il Trentino, oltre alle maschere del Mullerlaufen di Schwaz, cittadina nei pressi di Innsbruck. Domani si presenta il programma in un incontro stampa.



l'Adige, 8th February 2012
www.ladige.it

Carnevale con maxi lucanica da... indovinare
by M.M.

SAN MICHELE - Edizione numero 32 per il Gran Carnevale Alpino di San Michele sabato e domenica prossimi. Ogni anno la sua notorietà cresce anche fuori dai confini provinciali, grazie all'abbinamento tra la sfilata dei carri allegorici ed il carnevale storico organizzato dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina che sabato pomeriggio dalle 14,30 alle 16,30 propone laboratori e attività educative per bambini e al termine la proiezione del film Carnival King of Europe. Venti sono i carri ammessi alla sfilata, mentre per il carnevale storico, oltre ai gruppi trentini come quelli della val di Fassa e di Varignano di Arco, arriverà un gruppo mascherato, davvero spettacolare, dalla vicina Austria. Il ritrovo, come sempre, è fissato domenica alle 13,30 nel piazzale attiguo a via Postal (vicino al casello dell'autostrada), da dove la sfilata prenderà le prime mosse. Dopo aver percorso le vie principali e attraversato il ponte sull'Adige, il corteo mascherato passerà per le strade di San Michele per giungere in piazza del Municipio, dove avverrà la premiazione e il Comitato carnevale offrirà a tutti gli spettatori i tradizionali maccheroni con vin brulé o tè. La giuria che dovrà scegliere il carro più caratteristico tra i venti in concorso, è presieduta da Oscar Danieli (presidente di Trento Iniziative e organizzatore delle feste di carnevale del capoluogo); ne fanno parte Mariano Bonanno (presidente Carnevale di Cles), Giovanni Kezich (antropologo e direttore del museo), Antonella Mott (scrittrice e studiosa delle origini e tradizioni popolari), Alessia Gabrielli (assessore della Comunità di Valle Rotaliana-Koenigsberg), Clelia Sandri (sindaco di San Michele), Cesare Pellegrini (presidente della Festa dell'Uva di Verla) e Fabrizio Sicher (rappresentante degli sponsor). Naturalmente il Comitato carnevale sta mettendo a punto, in queste ultime ore, la macchina organizzativa affinché la manifestazione raccolga il massimo successo e richiami, come nelle passate edizioni, varie migliaia di spettatori, assiepati lungo il percorso della sfilata. Ogni anno, però, la burocrazia rende sempre più complicata l'organizzazione: "Solo lunedì - racconta Mastro Vittorio Passer, direttore artistico del Carnevale - abbiamo ricevuto i permessi per la chiusura al traffico delle strade. Adesso, poi, con la storia dei collaudi dei carri, diventa tutto più difficile; fortunatamente il Consorzio dei Comuni ci ha messo a disposizione un ingegnere per la verifica e il collaudo dei carri, ma noi dobbiamo sostenere, oltre tutte le altre spese, i costi dell'assicurazione". La novità di quest'anno sarà il "Concorso della luganega": la gente dovrà indovinare la lunghezza di una lucanica gigantesca, confezionata in val di Non con un unico budello, che entrerà nel Guinness dei primati. E il vincitore, se riuscirà a trovare chi lo aiuta, se la potrà portare a casa.



Trentino, 7th February 2012
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La capra e l'orso che fanno tradizione e festa di Carnevale

Trento. Oggi alle ore 22.00, in replica venerdì 10 alle ore 10.00 e sabato 11 alle ore 15.30 sono in programma su TCA – Trentino TV i documentari etnografici di Michele Trentini e prodotti dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, girati in Polonia e in Francia, per il progetto "Carnival King of Europe". Due mascherate i cui protagonisti sono animali simbolici, la capra e l'orso.
A Szymborze, nella Polonia nord-occidentale, il martedì grasso due compagnie si fanno carico della rappresentazione della Koza, la capra, che è anche qui, come in altri luoghi dell’Europa nord-orientale, il nome attribuito alla mascherata carnevalesca che può aver luogo in occasione del capodanno oppure per il carnevale propriamente detto. La capra, infatti, animale sacrificale per eccellenza oltreché un classico dono di nozze nel mondo contadino, è qui rappresentata nella sua natura indocile e testarda. La mascherata documentata in "La capra di Szymborze" si compone di tredici figuranti che compiono un lungo giro di questua, ed è costituita rigorosamente da giovani scapoli.
"La festa dell'orso" si celebra nella Catalogna francese, ad Arles Sur Tech: il protagonista è un essere spaventoso e selvaggio.



Trentino, 7th February 2012
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I film di Trentini sui carnevali d'Europa

San Michele. Oggi alle ore 22.00 e in replica venerdì alle 10.00 e sabato alle 15.30 sono in programma su TCA – Trentino TV i documentari etnografici di Michele Trentini "La capra di Szymborze" (in foto) e "La festa dell'orso", prodotti dal Museo degli Usi e Costumi per il progetto "Carnival King of Europe". I film raccontano mascherate dedicate ad animali simbolici. A Szymborze, in Polonia, il martedì grasso si cura la rappresentazione della Koza, la capra. "La festa dell'orso" si celebra nella Catalogna francese.



Trentino, 31st January 2012
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Carnevali, colori d'Europa

Sarà visitabile fino al 28 febbraio, all’Etnografski Muzej di Zagabria la mostra "Carnival King of Europe" realizzata in collaborazione con il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige.
La mostra presenta i risultati delle ricerche sul campo relative al tema delle mascherate invernali nel contesto etnografico europeo, condotte dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina e da altri otto musei partner all’interno del progetto "Carnival King of Europe" finanziato dal Programma Cultura dell’Unione Europea e coordinato dal Direttore del Museo di San Michele Giovanni Kezich e dall’antropologo Cesare Poppi, recentemente nominato Presidente del Comitato scientifico del Museo.
Nella mostra saranno in visione materiali video e iconografici realizzati durante gli ultimi anni del progetto, tra cui alcuni documentari etnografici di Michele Trentini.
È inoltre in visione "The Cerkno Laufarji / Cerkljanski laufarji", da un’idea di Nadja Valentinčič Furlan, con riprese di Boris Brelih, Nena Židov, ricercatori del Museo etnografico sloveno, che fa immergere in una mascherata caratterizzata dallo scansionamento perfetto di una fase paurosa, una fase cerimoniale con gli sposi al centro del corteo e una fase comica finale di tono burlesco, insieme a tanti personaggi tipici, come l’uomo selvatico vestito di fronde, l’uomo di paglia, il vecchio e la vecchia, il fornaio.
La mostra si conclude con una sezione dedicata al Carnevale di Lastovo, isola della Dalmazia, dove il Poklad è una mascherata che si festeggia da ben quattro secoli.
Durante la primavera, l’esposizione verrà allestita in Macedonia e in Bulgaria.



Trentino, 24th January 2012
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I documentari di Trentini in onda da oggi su Tca

Oggi, alle ore 22.00, e in replica venerdì 27 alle ore 10.00 e sabato 28 alle ore 15.30 sono in programma su TCA – Trentino TV i documentari etnografici di Michele Trentini, prodotti dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina: sono "La doppia marcia degli joaldunak" girato nel 2011 nei Paesi Baschi e "Un giorno ad Agnita" che è girato in Romania, due dei nuovi paesi partner del Museo di San Michele all’Adige nel progetto europeo "Carnival King of Europe".



Trentino, 22nd January 2012
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Carnevali da San Michele a Bilbao

È stata inaugurata a Bilbao, nei Paesi Baschi, la mostra "Carnevale re d'Europa - Le mascherate invernali di fertilità nel contesto etografico europeo", in precedenza allestita al Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele.



Trentino, 12nd January 2012
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Su Tca i film di Michele Trentini dentro i riti dei carnevali d'Europa

Vengono replicati anche domani alle 10.05 e sabato alle 15.30 su TCA – Trentino TV i film di Michele Trentini, prodotti dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige, che raccontano due carnevali tradizionali di villaggi europei, meta degli studi sui riti delle mascherate invernali condotti dal Museo nel corso del progetto "Carnival King of Europe". I villaggi protagonisti sono Sharnford, nel cuore del Regno Unito, e Begnishte, villaggio a 100 km a sud-est di Skopje. A loro sono dedicati brevi documentari etnografici originali, raccolti nel corso della ricerca sul campo (2007-2011).
"Un giorno a Sharnford. Dio salvi l'aratro", girato nel 2010, fa vivere il Plough Monday, il Lunedì dell'Aratro, un rito che si svolge tradizionalmente il primo lunedì dopo l'Epifania, diffuso ancora oggi in diverse località dell’Inghilterra e accompagnato dalle performance dei Morris Dancers, danzatori in costume, che visitano le famiglie al grido di 2God speed the plough" (Dio spinga l'aratro). A Sharnford, nel Leicestershire, il gruppo degli Hinckley Bullockers, inizia la mattina un lungo giro di questua, durante il quale un aratro addobbato a festa viene condotto lungo le strade che congiungono gli estremi del villaggio. A ogni tappa, il gruppo esegue balli e canti presso le abitazioni e nei pub dove viene ospitato. L'aratura rituale è un rito di origine agraria messo in scena per assicurare la fertilità e i buoni raccolti, documentato in diverse località dell’Europa. "Un giorno a Begnishte" è un breve documentario etnografico girato nel gennaio 2007. Mostra il paese macedone invaso dai djolomari, scampanatori barbuti e incappucciati, coperti di nerofumo, che si aggirano accompagnati da un uomo travestito da "vecchia".



L'Adige, 18th November 2011
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Il Carnevale in Europa tra riti e magie
by D.F.

S. Michele - Inaugurazione oggi alle 17 presso il «Museo Usi e Costumi della Gente Trentina» di San Michele all'Adige per la seconda edizione della mostra «Carnevale re d'Europa / Carnival King of Europe (2010-2012)». La rassegna, illustrata ieri presso la Provincia alla presenza dell'assessore alla cultura Franco Panizza, presenta i risultati di un’importante ricerca sul carnevale condotta dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina e 8 musei partner di altrettanti stati europei, nell’ambito di un progetto finanziato dall’Unione Europea. Come illustrato dal direttore del museo Giovanni Kezich, alla presenza del nuovo presidente Lorenzo Baratter e del professor Cesare Poppi, il carnevale europeo affonda le sue radici nelle mascherate dell'inverno, dove da novembre a marzo la stagione dei riti si contrappone a quella del lavoro agreste, tra promesse e richieste di fertilità e abbondanza. Nei villaggi di gran parte dell’Europa, dai Balcani all’Iberia passando naturalmente per le Alpi e la Mitteleuropa asburgica, fino alle Isole Britanniche, come racconta la mostra nelle sue varie sezioni, si può così cogliere le tracce di un antico rito che s'ispira al magismo agrario più ancestrale. «Carnival King of Europe» si propone di riscoprire le vestigia di questo rito antico ai quattro angoli del continente, e di metterle a confronto diretto per rintracciarne e interpretarne le evidenti somiglianze e i denominatori comuni. La mostra sarà visitabile sino al 6 gennaio (dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.)



Corriere del Trentino, 18th November 2011

San Michele e il carnevale
by Lorenzo Sighel

Apre oggi, al Museo degli Usi e Costumi della gente trentina di San Michele all'Adige, la mostra Carnevale re d’Europa. Le mascherate invernali di fertilità nel contesto etnografico europeo che durerà fino al 6 gennaio 2012. Il direttore del museo Giovanni Kezich ci tiene a sottolineare che questa seconda edizione non è una semplice riproposta della prima e la paragona invece a un baule pieno in una cantina, pronto a offrire meraviglie e a rivelare sorprese. Una di queste è rappresentata dall'ingresso nella mostra di quattro nuove nazioni: i Paesi Baschi, la Slovenia, la Polonia e la Romania (una prima fase aveva visto l'adesione di Francia, Croazia, Bulgaria e Macedonia) - per una ricerca congiunta sulle origini e i denominatori comuni del carnevale europeo. L'idea fondante è che nelle mascherate rituali che si tengono nei villaggi contadini di mezza Europa si possano ravvisare le vestigia di un antico rito pagano di fertilità - legato all'antico magismo agrario - che si presenta quasi ovunque nello stesso modo.



Trentino, 17th November 2011
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Se l'Europa non maschera la tradizione

La mostra Carnevale re d’Europa / Carnival King of Europe (2010-2012), giunta alla sua seconda edizione, che si apre da oggi al museo di San Michele all'Adige, presenta i risultati di un’importante ricerca sul carnevale condotta dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina e 8 musei partner di altrettanti stati europei, nell’ambito di un progetto finanziato dall’Unione Europea.
Carnival King of Europe è dunque una mostra itinerante che, dopo essere stata inaugurata a San Michele all’Adige, nel 2012 verrà allestita a Bilbao nei Paesi Baschi, a Lubiana in Slovenia, a Sibiu in Transilvania, e a Varsavia in Polonia, ma è anche un progetto di ricerca etnografica, un sito web www.carnivalkingofeurope.it, un film su DVD. Oggi in Provincia la presentazione.
Carnival King of Europe si propone di riscoprire le vestigia di questo rito antico ai quattro angoli del continente, e di metterle a confronto diretto per rintracciarne e interpretarne le evidenti somiglianze e i denominatori comuni. Attualmente partecipano al progetto il Museo Vasco di Bilbao, lo Slovenski Etnografski Muzej di Lubiana, il Complexul Naţional Muzeal Astra di Sibiu, il Państwowe Muzeum Etnograficzne di Varsavia, l’Etnografski Muzej di Zagabria, l’Ethnographic Institute and Museum di Sofia, e il Nacionalna Ustanova Muzej di Skopje, oltre naturalmente al Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige, che è capofila. Una proposta che metterà in luce differenze e dati comuni nelle tradizioni.



Trentino, 15th November 2011
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Parte la mostra sul carnevale al Museo degli usi e costumi

San Michele. Si inaugura venerdì alle 17, presso il Museo degli usi e costumi, e durerà fino al 6 gennaio la mostra "Carnevale re d'Europa. Le mascherate invernali di fertilità nel contesto etnografico europeo". Dopo l'inaugirazione a San Michele all'Adige, la mostra verrà allestita al Museo Vasco di Bilbao, al Museo etnografico sloveno di Lubiana in Slovenia, all'Astra Museum di Sibiu in Transilvania, e al Museoetnografico nazionale di Varsavia in Polonia. carnival King of Europe è dunque una mostra itinerante, ma è anche un progetto di ricerca etngrafica, un sito web www.carnivalkingofeurope.it, un film.
L'esposizione, giunta alla sua seconda edizione, presenta i risultati di un’importante ricerca sul carnevale condotta dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina e 8 musei partner di altrettanti stati europei, nell’ambito di un progetto finanziato dall’Unione Europea.
Il carnevale europeo affonda le sue radici nel più vasto sedime delle mascherate dell’inverno: la stagione dei riti, che si contrappone a quella naturale del lavoro agreste. Così, dai Santi fino a marzo, una sola volta o anche in più riprese, sotto le mentite spoglie di giovani paesani mascherati, gli antenati tornano a visitare le comunità dei vivi, e a promettere ad esse fertilità e abbondanza. Ancor oggi infatti, nei villaggi di gran parte dell’Europa, dai Balcani all’Iberia passando naturalmente per le Alpi e la Mitteleuropa asburgica, fino alle Isole Britanniche, è dato cogliere le tracce di un antico rito che si ispira al magismo agrario più ancestrale.
Carnival King of Europe si propone di riscoprire le vestigia di questo rito antico ai quattro angoli del continente, e di metterle a confronto diretto per rintracciarne e interpretarne le evidenti somiglianze e i denominatori comuni.



Vita trentina, 27th February 2011
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Ad ogni paese il suo carnevale
by Sara Marcolla

"La stagion del carnevale tutto il mondo fa cambiar. Chi sta bene e chi sta male carnevale fa rallegrar". Carlo Goldoni in una poesia descriveva così il carnevale, come un periodo dell'anno in cui si stravolgono le coordinate della vita quotidiana, in cui il mondo si capovolge e tutto è lecito. Le origini del carnevale, i suoi significati, sono in realtà ancora in gran parte sconosciuti. È un rito misterioso e sfuggente che, con le sue maschere, i suoi costumi, la sua gestualità, unisce mito e storia, cultura e credenze.
Questo dramma dalle antichissime origini andrà in scena a San Michele all'Adige, dove questo fine settimana si incontreranno tante maschere carnevalesce, dai lachè di Coredo, ai marascóns danzanti della Val di Fassa, dagli arlecchini modenesi agli orači e i kurenti della Slovenia.
È il Gran Carnevale Alpino, un appuntamento ormai consolidato, che non è solo divertimento e burla, ma che porta con sé le tante tradizioni carnevalesche delle valli del Trentino e di altri paesi europei. Si tratta di una vera e propria festa del carnevale, sul modello dei raduni carnevaleschi tradizionali. Così, insieme ai gruppi di Varignano, Romeno, Coredo e Soraga, che porteranno a S. Michele la misteriosa magia delle antiche mascherate delle valli trentine, sfileranno per le vie di Grumo e San Michele all'Adige anche i lacchè di Benedello e gli orači della Slovenia.
Tutto questo nell'ambito del progetto europeo Carnival King of Europe, Carnevale re d'Europa, giunto quest'anno alla quarta edizione, promosso dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina in collaborazione con il comitato carnevale del paese. "San Michele all'Adige e il suo Museo - spiega Giovanni Kezich, direttore del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina - sono i capofila di questo progetto che vede partecipe l'Italia assieme ad altri otto paesi europei, Spagna, Francia, Polonia, Slovenia, Croazia, Bulgaria, Romania e Macedonia. Ora vogliamo estendere la collaborazione anche con Svizzera, Austria, Inghilterra, Ungheria e Repubblica Ceca. Da qualche anno siamo impegnati a documentare la tradizione del carnevale in Trentino, Italia e Europa e abbiamo scoperto che questo giacimento culturale ha delle radici comuni. Le maschere, i costumi, la ritualità del carnevale portano con sé delle tradizioni simili, che accomunano i vari paesi europei". E così si potranno vedere le similitudini tra i lachè di Coredo, pagliacci vestiti di bianco con in testa alti cappelli a forma di cono adorni di fiori, piume o nastri variopinti, e i marascóns di Soraga, oppure tra i lacchè di Benedello, che danzano al suono dei clarinetti e annunciano l'arrivo del carnevale con salti e inchini di riverenza alle persone che incontrano, e gli orači sloveni, maschere beneauguranti che diffondono auspici di prosperità.

Il programma
Il programma della manifestazione comincia sabato 26 febbraio al Museo degli Usi e costumi della Gente Trentina con attività educative per ragazzi dalle 14,30 alle 16,30. Seguirà la proiezione di documentari realizzati da Michele Trentini nell'ambito del progetto Carnival King of Europe. Il pomeriggio si chiuderà con l'inaugurazione della mostra "Carnevale nel Tirolo. Fasnacht in Imst" allestita in collaborazione con il museo Haus der Fasnacht di Imst, cittadina tirolese vicina ad Innsbuck.
Domenica 27 febbraio alle 13,30 è prevista la grande sfilata per le vie del centro, seguita dalla premiazione e dalla distribuzione dei maccheroni.



SettePiù Weekend, 25th February 2011
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A San Michele c'è il Gran carnevale alpino
by Massimo Dalledonne

Per due giorni torna l'appuntamento a San Michele all'Adige con la misteriosa magia delle mascherate trentine.
Oggi e domani, da varignano a da Romeno così come da Coredo e da Soraga, arriveranno in paese i più famosi gruppi per dare vita al tradizionale Gran Carnevale Alpino lungo le vie del paese e di Grumo. Non mancheranno i lacchè di Benedello (maschere affini ai lachè di casa nostra), gli orači e i kurenti della Slovenia con tanto di corna, zanne di cinghiale, lunga lingua rossa penzoloni e campanacci. Sabato dalle 14.30 al Museo degli Usi e Costumi attività educative ed il film "Carnival King of Europe" mentre alle 18 sarà inaugurata la mostra "Carnevale nel Tirolo".
Domenica, dalle 13.30 la sfilata con alle 16 la premiazione dei carri ed alle 16.30 maccheroni per tutti.



Corriere del Trentino, 24th February 2011

Lachè, bufón e marascóns. A San Michele è Carnevale
by Marika Damaggio

Una festa, un appuntamento didattico con la tradizione ed entrambe le cose. Questo fine settimana, il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina inaugura il Gran Carnevale alpino di San Michele all'Adige. Due giorni dedicati al folklore locale arricchiti da un carnet che si divide equamente tra attività educative, proiezione dei film di Carnival King of Europe, l'inaugurazione della mostra Carnevale nel Tirolo. Fasnacht in Imst. E, ovviamente, la grande sfilata di carri allegorici, in programma domenica pomeriggio. Un appuntamento che dal 1970 inaugura la stagione dei carnevali trentini. In testa alla sfilata, le rappresentanze dei carnevali tradizionali trentini, alpini ed europei. Un'occasione per ricordare le radici ancestrali del Carnevale.
Nelle giornate di sabato e domenica, il Museo degli Usi e Costumi svelerà al pubblico i risultati della propria ricerca. Infatti, la struttura di San Michele è ormai capofila di un progetto europeo di documentazione etnografica che ha coinvolto Spagna, Francia, Polonia, Romania, Bulgaria, Slovenia, Croazia e Macedonia. Si parte nel pomeriggio di sabato 26 con le attività educative per i ragazzi, in programma dalle 14.30 alle 16.30. A seguire, dalle 16.30 alle 18, proiezione dei film di Michele Trentini realizzati nel biennio 2009/2010 in occasione del progetto europeo Carnival King of Europe. La proiezione alternerà i documentari San Martino a Predazzo, San Nicolò a Pozza di Fassa, Good speed the plough, One day in Lancova Vas, Processo, condanna ed esecuzione di Johnny Woodstock. Il carnevale di Valda. In chiusura, Carnival King of Europe realizzato con Giovanni Kezich.
Alle 18, in simultanea, verrò inaugurata la mostra Carnevale nel Tirolo. Fasnacht in Imst, allestita in collaborazione con il Museo Haus der Fasnacht di Imst. Un percorso per riscoprire le usanze tirolesi. Dal Piemonte alla Carnia, dall'Appennino alle Dolomiti, passando naturalmente per il Trentino, c'è una figura che anima e che annuncia il carnevale. È il lachè. Una maschera guida, una specie di araldo o di alfiere danzante. È un personaggio composto e silenzioso che di norma precede il corteo delle maschere. Solitamente porta in testa un lunghissimo cappello  a forma di cono con fiori, specchi e una lunga cascata di nastri colorati. Il vestito di solito è bianco, spesso tempestato di guizzi colorati, una fantasia multicolor che ricorda il costume di arlecchino, di cui il lacchè è un parente stretto. Questo buffo personaggio si mostrerà per le vie di San Michele. Infatti, domenica pomeriggio il Carnevale proseguirà con la grande sfilata dei carri mascherati, in partenza alle 13.30. Il corteo ospiterà un parterre di gruppi storici. Tra questi, i lachè di Coredo, i lachè di Romeno, il lachè, il bufón e i marascóns della valle di Fassa. E poi i carnevali di Varignano, i lachè di Benedello e gli orači della Slovenia. Per una vera e propria festa dedicata alla riscoperta dei riti di passaggio.



Trentino, 17th February 2011
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S. Michele, carnevale sempre più europeo. Un programma senza confini, quest'anno arrivano i gruppi sloveni
by Sara Marcolla

San Michele. Un rito misterioso e sfuggente, un dramma antichissimo che, con le sue maschere, i suoi costumi, la sua gestualità, unisce storia e mito, cultura e credenze: torna nel fine settimana del 26 e 27 febbraio il tradizionale e tanto atteso Gran carnevale alpino di San Michele all'Adige. Un carnevale che non è solo divertimento e burla, ma che porta con sé le tante tradizioni carnevalesche delle valli del Trentino e di altri paesi europei.
La sfilata dei carri allegorici vedrà, infatti, la partecipazione di gruppi storici provenienti dalla Slovenia e da Benedello, località in provincia di Modena, i quali percorreranno le vie del paese assieme ad altri carri di paesi trentini. Tutto questo nell'ambito del progetto europeo Carnevale re d'Europa, giunto quest'anno alla sua quarta edizione, che vede partecipe il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina in collaborazione con il comitato carnevale.
«San Michele all'Adige assieme al Museo - spiega il direttore Giovanni Kezich - è il capofila di questo progetto a cui, assieme all'Italia, partecipano altri otto paese europei, Spagna, Francia, Polonia, Slovenia, Croazia, Bulgaria, Romania e Macedonia. Da qualche anno siamo impegnati a documentare la tradizione del carnevale in Trentino, Italia ed Europa e abbiamo scoperto che questo giacimento culturale ha delle radici comuni. Le maschere, i costumi, la ritualità del carnevale portano con sé delle tradizioni simili, che accomunano i vari paesi europei. Ora vogliamo estendere la collaborazione anche con Svizzera, Austria, Inghilterra, Ungheria, Repubblica Ceca».
Si prospetta, dunque, un fine settimana ricco di appuntamenti, tra laboratori, mostre e e sfilata dei carri: si parte sabato 26 febbraio al Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina con attività educative per ragazzi dalle 14 e 30 alle 16 e 30.
Seguirà la proiezione di una serie di film e documentari realizzati da Michele Trentini nell'ambito del progetto Carnival King of Europe. Il pomeriggio si chiuderà con l'inaugurazione della mostra "Carnevale nel Tirolo. Fasnacht in Imst", allestita in collaborazione con il museo Haus der Fasnacht di Imst, cittadina tirolese vicino ad Innsbruck.
Domenica 27 febbraio alle 13 e 30 è prevista la grande sfilata per le vie del centro. Circa quindici, come ogni anno, i carri allegorici in concorso, assieme ai quali sfileranno anche i gruppi storici (fuori concorso).
Il Gran carnevale alpino di San Michele all'Adige propone, dunque, una vera e propria festa del carnevale, sul modello del raduno dei gruppi carnevaleschi trradizionali, che si va sempre più affermando in molti paesi europei. Così, insieme ai gruppi trentini di Varignano, Romeno, Coredo e Soraga, che portano a San Michele all'Adige la misteriosa magia delle antiche mascherate delle valli, sfileranno per le vie di Grumo e San Michele all'Adige anche i lacchè di Benedello e i kurenti della Slovenia. Il carnevale si concluderà con la premiazione dei carri vincitori e con la distribuzione dei maccheroni.

La scheda. Ecco a voi orači e lachè
by Sara Marcolla

Assomigliano a dei pagliacci, indossano un costume bianco e portano in testa alti cappelli a forma di cono, che possono arrivare anche al metro di altezza, adorni di fiori, piume o nastri variopinti. In Trentino si chiamano lachè, in Emilia Romagna lacchè, in slovenia orači. Rappresentano una delle maschere più famose e si ritrovano in tante tradizioni carnevalesche europee. Sono loro i protagonisti della sfilata dei gruppi storici al Gran carnevale alpino di San Michele. Si esibiranno i lacchè di Benedello (Modena), al suono dei clarinetti. Sono considerati i migliori del paese e tradizionalmente annunciano l'arrivo del carnevale con salti e inchini alle persone che incontrano. Con loro anche gli orači sloveni, maschere benauguranti che simulano l'aratura dell'aia della fattoria.



il Trentino, Febraury 2011
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Carnevali d'Europa. San Michele ancora "capitale"
by Giovanni Kezich

Ovunque in Europa si celebra in qualche modo il carnevale, in tante città storiche che se ne sono fatte un blasone, da Colonia a Verona, da Cadice a Ivrea, e anche in una miriade di piccoli paesi che, lontani dagli sfarzi anche un po’ esagerati dei grandi carnevali di città, hanno conservato della festa almeno alcuni caratteri originari, le cui radici si perdono nella notte dei tempi. Così è nel Trentino, dove accanto alla grande sfilata di Trento, di Storo, e a quella addirittura grandiosa di Arco, alcune piccole località hanno conservato il loro carnevale arcaico, con le sue antiche maschere: Valfloriana, Carano, Soraga, Moena e Canazei lungo il corso dell’Avisio, Palù in val dei Mòcheni, Coredo e Romeno in val di Non, Varignano presso Arco, e altre ancora.
A San Michele all’Adige, dove da più di trent’anni il carnevale apre tradizionalmente la stagione trentina delle sfilate dei carri, si è deciso da qualche anno, in collaborazione con il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, di dare uno spazio alle rappresentanze dei carnevali storici del territorio, per proporre una vera e propria Festa del carnevale alpino, sul modello del raduno dei gruppi carnevaleschi tradizionali che si va sempre più affermando in molti paesi europei. Così, insieme ai gruppi trentini, che portano a San Michele la misteriosa magia delle antiche comparse mascherate delle valli, sono stati invitati anche gruppi di altre parti delle Alpi e dall’estero: gli zvončari o “scampanatori” di Grobnik nell’entroterra fiumano in Croazia, per esempio, che hanno impressionato tutti con i loro copricapi selvaggi, di corna e di pelo, e le eleganti landzette della Coumba Freida – la “valle fredda” – in Valle d’Aosta, con le loro feluche adorne di fiori multicolori e i bellissimi costumi tutti specchietti, alamari, lustrini.
Anche quest’anno, domenica 27 febbraio, insieme ai gruppi tradizionali del Trentino e alla ricca sfilata di carri, è previsto a San Michele l’intervento di due gruppi foranei. Il primo, è quello dei lacchè di Benedello sull’Appennino modenese, dove vive una tradizione carnevalesca sorprendentemente affine a quella dei lachè di casa nostra, di Romeno, di Coredo, o delle valli di Fiemme e Fassa, con tanto di cappello a punta, che si esibiscono danzando al suono dei clarinetti. Il secondo è quello degli orači della zona di Ptuj della Slovenia nord-orientale, dove sopravvivono due gruppi di maschere di eccezionale interesse: i kurenti, che sono dei lupi vestiti da pecora, con tanto di corna, zanne di cinghiale, lunga lingua rossa penzoloni e campanaccio, e gli orači stessi che sono dei cavalieri appiedati, elegantissimi nelle loro livree equestri con tanto di feluca o di cappello a cono fioriti, il cui compito è quello di trascinare l’aratro: lo stesso rito dell’aratura per finta che si teneva fino a non molti anni fa a Predazzo e ancora si usa in molte località alpine.
Parallelamente, al Museo sarà aperta la mostra Carnevale nel Tirolo. Fasnacht in Imst, dove, direttamente dalla Casa del Carnevale della cittadina tirolese a ovest di Innsbruck, verranno esibite le maschere principali del carnevale di lassù: i paurosi Scheller con campanaccio e baffoni, e i più mansueti Roller, un po’ androgini, secondo una ripartizione di ruoli che troviamo ricorrente anche da noi.
Sabato 26 febbraio, oltre all’inaugurazione della mostra, al Museo si svolgeranno attività didattiche sul carnevale tradizionale e verranno proiettati i film girati da Michele Trentini nell’inverno 2009/2010 nell’ambito del progetto Carnival King of Europe / Carnevale re d’Europa relativi ai riti invernali di fertilità che si svolgono nel Trentino e in Europa.
Ecco quindi aperta, a San Michele una finestra sul carnevale alpino, in prospettiva europea: perché la storia del carnevale è anche e soprattutto storia dell’Europa.



Trentino, 18th November 2010
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L'Europa di Re Carnevale dai balcani ai paesi baschi. Con il museo etnografico ampio confronto fra tradizioni

Domani alla sala Calepini della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura, si terrà la Conferenza di apertura del progetto Carnevale re d'Europa II - (Carnival King of Europe II), promosso dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina e sostenuto dal «Programma Cultura» dell'Unione Europea.
Il progetto, finanziato nel biennio 2007-2009 e nel 2010-2012 per la seconda tranche,  intende mettere in luce, studiare e interpretare criticamente le significative somiglianze tra alcuni aspetti specifici del Carnevale in aree culturali molto vaste del continente europeo. Dai Balcani alle Alpi, fino al Paese Basco e ai Pirenei, passando anche attraverso l’Italia peninsulare, sopravvivono infatti nelle comunità rurali e montane consuetudini del tutto simili legate ai tradizionali riti di fertilità invernali, a dimostrazione delle comuni radici culturali delle popolazioni europee. Stesse sono, ad esempio, le figure demoniache, vestite di pelo di capra, ornate di corna, sporche di nerofumo nonché cinte degli inconfondibili campani di bronzo, che un po’ ovunque inaugurano il corteo. Stessi sono i figuranti biancovestiti, con il cappello a cono adornato di nastri multicolori, protagonisti del seguito benefico dell’invasione carnevalesca. Stesso è il corteo nuziale per finta che si configura quasi ovunque come l’elemento centrale della processione carnevalesca, insieme ad altri rituali caratteristici: l’aratura per finta, la caccia all’orso, il processo, condanna e  lettura del testamento del “personaggio” Carnevale, e infine l’erezione di una grande pira per un rogo purificatore. Il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina ha coinvolto sette importanti partner internazionali, che alla conferenza di apertura presenteranno materiali documentari sui propri carnevali. Sono Complexul Naţional Muzeal Astra (Romania); Slovenski Etnografski Muzej (Slovenia); Euskal Museoa. Bilbao (Spagna); Państwowe Muzeum Etnograficzne w Warszawie (Polonia); Nacionalna Ustanova Muzej na Makedonija (Macedonia); Ethnographic Institute and Museum - Bulgarian Academy of Sciences (Bulgaria); Etnografski Muzej (Croazia).



La Stampa, 22th August 2010

L'uomo che studia il Carnevale
by E.M.

Saint-Nicolas. Paese che vai carnevale che trovi. Ce n'è d'ogni tipo, maschere coloratissime, altre terrificanti, tra il rito, il mito e la trasgressione. Si ha l'impressione che tutti siano diversi per la quasi incredibile varietà delle maschere. Eppure l'antropologo Giovanni Kezich, direttore del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all'Adige, sostiene ben altro: "Stupirà chi guardi la carta geografica d'Europa la grande varietà di forme che il carnevale assume nel giro di pochissimmi chilometri. Se però cambiamo l'obiettivo e allarghiamo il campo visuale all'intero continente europeo la prima impressione di grande difformità nelle manifestazioni si trasformerà in quella opposta che mette in rilievo la sorprendente continuità delle forme".
Kezich questa sera sarà in Valle d'Aosta, terra ricca di carnevali, esempio di come questo rito liberatorio abbia attraversato pressoché indenne i secoli nei luoghi dove la tradizione è stata conservata, Alpi e mondo rurale in genere. Kezich parlerà a Saint-Nicolas del suo progetto "Carnival King of Europe" finanziato dalla comunità europea. L'antropologo è ospite del Centre d'études francoprovençales "René Willien". La conferenza è alle 21 nella sede del Centre.
Grazie al supporto europeo e al consenso di quattro grandi Musei etnografici (Zagabria, Sofia, Skopje e Marsiglia), oltre a quello di San Michele all'Adige, Kezich e altri studiosi hanno cominciato un viaggio europeo, attraverso seminari e congressi, alla scoperta dello "spettro che si aggira in Europa", come definisce il carnevale lo stesso antropologo.



Trentino, 10th February 2010
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La mostra sui carnevali piace. San Michele, fino al 21 marzo al Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina

San Michele. Il Gran Carnevale Alpino di San Michele riserva ancora tante sorprese. Dopo il successo della manifestazione di domenica 7, che ha visto partecipare alla sfilata le maschere tradizionali del carnevale trentino, insieme alle Landzette della Valle d'Aosta, il carnevale prosegue al Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina con al mostra "Carnevale re d'Europa 2.0 Materiali trentini e laboratorio video". Un allestimento - già visitato da centinaia di persone, visibile fino al 21 marzo - che porta il visitatore alla scoperta dei riti della fertilità che accomunano i popoli dai Pirenei alle Alpi, dalla Macedonia alla Bulgaria, passando per i carnevali trentini di Valfloriana, val di Fassa, Carano, Coredo Romeno.
"Carnival King of Europe" è un progetto nato al Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, che coinvolge alcuni tra i più prestigiosi musei etnografici europei, tra cui il Museo Etnografico di Zagabria, il Museo Nazionale Etnografico di Sofia, il Museo delle Civiltà dell'Europa e del Mediterraneo di Marsiglia, e il Museo Nazionale Etnografico di Skopje.
Le sale del Museo, nella rinnovata sede dell'antico convento agostiniano, ospitano le maschere rituali del carenvale, insieme al prezioso materiale video raccolto da Michele Trentini nei luoghi dove questi riti prendono vita, che portano il visitatore a scoprire le differenze, ma soprattutto le analogie, tra i deversi carnevali.
"Carnevale re d'Europa - ha detto l'assessore alla cultura Franco Panizza - ha permesso di valorizzare i carnevali tradizionali della nostra terra, sopravvissuti grazie alla volonta della nostra comunità di non perdere le proprie radici, radici che ora, grazie al lavoro del Museo di San Michele, accomunano il Trentino all'intero arco alpino e all'Europa".
"Carnival King of Europe" - ha ribadito Giovanni Kezich, direttore del Museo - ci ha permesso di recuperare un patrimonio importantissimo della nostra cultura. Il Museo è oggi leader in un progetto internazionale che coinvolge i più importanti musei etnografici europei e potremmo con il tempo pensare ad una mostra permanente che riunisca stabilmente in questo luogo, da sempre crocevia di culture diverse, le testimonianze di un retroterra comune che unisce l'intero continente europeo".



Ufficio Stampa della Provincia autonoma di Trento, 10th February 2010
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Inaugurata a San Michele una mostra sul "Carnevale Re d'Europa"

"Carnevale re d'Europa 2.0. Materiali trentini e laboratorio video" è il titolo di una coloratissima mostra inaugurata sabato scorso presso il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all'Adige, alla presenza dell'assessore alla cultura Franco Panizza, della direttrice del Museo Emanuela Renzetti, del direttore Giovanni Kezich, della ricercatrice del Museo Antonella Mott. "Carnevale come trasgressione – ha tra l'altro detto l'assessore Panizza nell'indirizzare un breve saluto alla folla degli intervenuti, – come tradizione, cultura e identità che si fanno festa, divertimento, sberleffo, ma anche costumi coloratissimi e frutto di elaborati e antichissimi rituali. carnevale come musica, come danze e come maschere artigianali. Carnevale come cultura, insomma: il mio apprezzamento va quindi al Museo di San Michele, che con impegno ed anche con coraggio ha avviato un progetto di ricerca di dimensioni europee. Vogliamo ricercare e confrontare gli elementi che uniscono carnevali molto distanti tra di loro, nel tentativo di individuare quella matrice alpina che unisce i territori al di là dei confini geografici, culturali e linguistici".

"Carnevale re d'Europa 2.0" è un progetto che fa del divertimento una materia di studio , non per inaridirla ma per individuare gli elementi identitari, qualificanti e caratterizzanti della miriade di riti carnevaleschi di cui sono costellati i territori alpini.
Nel Carnevale è possibile individuare la porzione più genuina di un popolo: nei costumi ricchissimi è nascosto il sogno di ciascun uomo di affrancarsi dalla mediocrità e dalla povertà; nei lustrini e negli specchietti riverberano echi della magia contadina ancestrale; negli addobbi e nelle canzoni è racchiusa la cornice di una festa del divertimento, della sincerità. È l'esplosione della follia alla fine di un inverno di solito lungo, gelido e triste. È festa di comunità che sfocia in danze collettive e in canzoni da cantare in coro. "Il Carnevale è un modo per stare assieme, – ha ancora detto l'assessore Panizza, inaugurando la mostra – condividendo i medesimi sogni, le stesse speranze. È uno dei volti della nostra identità, che ci fa essere quel che siamo, pronti a manifestazioni di rottura con i vari conformismi. Un pieno di divertimento prima che arrivi la Quaresima".
Ed infatti, la mostra inaugurata sabato è stata degna vigilia di cultura del Gran Carnevale Alpino di San Michele, che nel pomeriggio di domenica 7 febbraio ha riempito le vie di Grumo e di San Michele con l'allegria di sedici grandi carri, accompagnati dalle maschere dei carnevali tradizionali di Coredo, di Romeno e di Varignano. Ospiti d'onore le bellissime maschere delle Landzette, protagoniste del carnevale valdostano della Coumba Freida. "E non è un caso che per certi versi – ha detto l'assessore Panizza, – i costumi degli amici della Val d'Aosta siano così simili ai costumi di alcuni carnevali trentini, visto che entrambi i territori possono godere di una autonomia speciale che ne garantisce l'identità originale". Per la cronaca, il carro risultato vincitore è stato quello di casa: per soli tre punti i duecento cortigiani e giullari di Grumo e di San Michele si sono imposti sul carro di Pressano, mentre il premio speciale messo in palio dal Museo di San Michele è andato al gruppo di Tassullo.



Corriere del Trentino, 3th February 2010

Il «Gran Carnevale alpino». Alleanza con la Val d'Aosta
by Claudia Gelmi

«Siamo convinti che il Trentino meriti un luogo centrale dove i propri carnevali di tradizione dialoghino con i carnevali più moderni. Questo posto può essere la Piana Rotaliana, che ospita anche il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, il quale realizza importanti ricerche di interesse etnologico sul tema». Con queste parole il direttore del citato Museo Giovanni Kezich ha presentato ieri la trentesima edizione del Gran Carnevale alpino di San Michele all'Adige. Organizzato dal comitato carnevale San Michele all'Adige - Grumo e dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, con il supporto della Provincia di Trento e del Comune di San Michele, l'evento che si terrà domenica prossima intende rafforzare il progetto di «mettere insieme le due anime del carnevale - spiega Kezich - quella delle sfilate contemporanee e quella dell'interesse etnologico e storico, storia di cui il Trentino è molto ricco».
Domenica, assieme ai gruppi tradizionali trentini di Varignano, Romeno e Coredo, sfileranno anche le Landzette o maschere della Coumba Freida della Valle del Gran San Bernardo in Valle d'Aosta. «I loro costumi e la loro lingua franco-provenzale arricchiranno la manifestazione che da tre anni anima la parte etnografica del carnevale - continua il direttore -. La presenza delle maschere valdostane apre dunque ad occidente il nostro carnevale, che lo scorso anno ha portato in Trentino gli zvončari croati e che presto potrebbe coinvolgere tutto l'arco alpino».
L'assessore provinciale alla cultura Franco Panizza ha accolto con compiacimento l'obiettivo degli organizzatori: «Provo soddisfazione per questo progetto nato in seno al Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, il quale ha aperto ad una ricerca etnografica di respiro nazionale e internazionale. La tradizione torna in auge, grazie alla valorizzazione di energie e storie che altrimenti andrebbero perse, e a un progetto culturale molto ampio».
Il programma prevede l'apertura della mostra Carnevale re d'Europa 2.0, sabato alle 18, al Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina: «Si tratta di una rivisitazione della mosta allestita lo scorso anno - conclude Kezich - ricca di oggetti, scenografie e materiale video che ripercorrono le visite in Bulgaria, Macedonia, Croazia, documentate da Michele Trentini».
Domenica, invece, il ritrovo dei carri è previsto per le 13 a Grumo. Alle 13.30 avrà luogo la sfilata dei carri in concorso con al partecipazione straordinaria dei gruppi storici fuori concorso, ovvero i lachè di Coredo, che nella mascherata ripresentano i balli tradizionali che ricordano i momenti dell'antica vita contadina, i lachè di Romeno, bianchi pagliacci che indossano un colorato cappello conico, i carnevali di Varignano, che bruciano l'inverno come rito propiziatorio per la fertilità primaverile, e le landzette del carnevale tradizionale di Saint-Oyen. Accompagnerà la sfilata la banda di Faedo. Alle 16 si terrà la premiazione dei carri in concorso e alle 16.30 festa e maccheroni per tutti.



il Trentino, February 2010
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È sempre Re Carnevale. Da San Michele a Kyoto, passando per l'Europa
Film, il Museo vince il premio giapponese
by Giovanni Kezich

«Le Alpi - scriveva nel 1912 il sociologo francese Robert Hertz - sono un meraviglioso conservatorio dove credenze e gesti rituali si perpetuano da millenni, non però allo stadio di sopravvivenze o di superstizioni, ma sotto la forma di una vera religione. Il sociologo non è qui meno favorito del geologo o del botanico»: e che i carnevali alpini fossero e siano ancora uno straordinario giacimento culturale in Italia se ne è accorto per primo Roberto Leydi, con la sua straordinaria scuola milanese degli anni ’60, poi Italo Sordi e poi, qui nel Trentino, Renato Morelli che già nel 1981 inaugurava, con una produzione RAI, L’albero e la maschera. Due carnevali in alta val di Cembra, una fortunata stagione documentaristica, presto supportata dalla consulenza scientifica dell’antropologo Cesare Poppi. Dopo venticinque anni da quelle prime, fortunate esperienze, il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, avvalendosi di un giovane e già pluripremiato regista roveretano, Michele Trentini, ha ripercorso la pista segnata da Morelli negli anni ’80, tornando negli stessi posti, rivedendo le cose di sempre, e anche qualcosa di nuovo. Ne è nato un documentario a episodi 3 carnevali e ½ (52', MUCGT, 2007) – i carnevali sono quelli di Valfloriana, Grauno, Palù del Fèrsina, e Varignano – che è stato premiato nel 2008 con il prestigioso premio piemontese per la ricerca e la divulgazione etnoantropologica dedicato a Costantino Nigra.
Per un caso fortuito, un’occasione felice, eccoci finalmente, nell’inverno 2006, a percorrere le strade dei Balcani insieme a Cesare Poppi ed ecco la grande scoperta: che i carnevali delle zone più remote e distanti dell’Europa si assomigliano tutti perché vi si ritrovano gli stessi personaggi, gli stessi costumi, le stesse situazioni che, guarda caso, compaiono nello stesso ordine. Ovunque o quasi ovunque, infatti, compaiono per primi dei personaggi paurosi che si annunciano con un campano, seguiti da figuranti biancovestiti con un cappello a punta, seguiti a loro volta, ed è una terza fase, da una vasta congerie di pagliacci e di figure satiriche o scherzose. Ovunque, nella fase centrale del corteo, compaiono gli sposi, un uomo e una donna, una coppia sacrale, per una parodia del matrimonio: tantoché il carnevale può rappresentarsi come la parodia di un corteo nuziale. Ovunque c’è una vecchia, una suocera laida, ridicola e invadente. Ovunque, questo corteo tri- o quantomeno bipartito compie un giro di questua. E spesso, compare sulla scena del villaggio anche un aratro, per un’aratura e una semina rituali e molto spesso, in coda al corteo, troviamo alcune altre figure fisse: prima fra tutte, l’orso! Così, mettendo insieme le tessere di un puzzle andato in pezzi da più di quindici secoli – diciamo dal tempo di Teodosio, che con un editto mise fuori legge il paganesimo – sarebbe possibile, almeno in teoria, ricostruire per il carnevale un copione, uno script, un canovaccio di base, che vada bene per tutti, e che rappresenti un po’ la struttura dell’antico rito che il carnevale riflette.
Nasce così l’idea di Carnival King of Europe/Carnevale Re d’Europa, un progetto di documentazione etnografica a cui aderiscono quattro paesi – Francia, Croazia, Bulgaria, Macedonia – che nel giro di due inverni, con il supporto di un finanziamento dell’Unione Europea, vengono visitati a turno. Prosegue nel frattempo la documentazione in Italia, che ci porta lungo gran parte dell’arco alpino – Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Südtirol – ma anche in Basilicata e Sardegna. La ricerca, che si trova molto ben documentata nel sito www.carnivalkingofeurope.it, darà origine a una mostra itinerante, che nel 2009, dopo San Michele all’Adige, toccherà Zagabria, Sofia e Skopje, e a un nuovo film Carnival King of Europe/Carnevale Re d’Europa di Giovanni Kezich e Michele Trentini, che contiene i materiali di una trentina di carnevali diversi, adeguatamente sezionati in piccoli spezzoni organizzati, senza nessuna forzatura, a sostegno della nostra ipotesi di partenza: che i carnevali e, più in generale, i riti mascherati degli inverni europei, tramandino la struttura di un medesimo, antichissimo dramma sacro.
L’idea a partire dal 2010 sarà corroborata con l’adesione al progetto di quattro nuovi paesi: Spagna, Polonia, Slovenia, Romania, sempre coordinati dal nostro Museo di San Michele, che del progetto è capofila.
La dimostrazione in video del nostro piccolo teorema etnologico deve essere stata sufficientemente persuasiva se in Giappone, all’Università di Kyoto, questa viene colta al volo tanto da far sì che il film si collochi in testa a 227 concorrenti qualificati, guadagnandosi il Grand Prize di un nuovo concorso dedicato al cinema scientifico (Kyoto University Museum Academic Film Expo 2009). Piace ai Giapponesi questo sguardo sintetico, unitario su un’Europa non ancora divisa in nazioni ma unita dalla semplice liturgia dei riti agrari più ancestrali, e quindi concepibile, a partire dalle sue radici neolitiche, come un tutt’uno etnologico.
Ma, scappa detto a qualcuno: “Anche noi qui in Giappone abbiamo qualcosa di molto simile al vostro carnevale, che si chiama Namahagé: quando i giovani del villaggio, travestiti con maschere demoniache e mantelli di paglia, vanno in vista alle case, spaventano i bambini, ammoniscono le giovani mogli, esigono delle offerte e recano benedizioni…”. Chi ha familiarità con i krampus di San Nicolò, i matòci di Valfloriana o con i bètschi della val dei Mòcheni ha già capito l’antifona. E sul perché le antiche civiltà agrarie del pianeta debbano rispecchiarsi in queste similitudini rappresenta uno dei motivi che rendono incontenibile, oggi come sempre, il fascino della scienza etnologica.

Film, il Museo vince il Premio giapponese

Kyoto, 10 dicembre 2009

Il Museo ha vinto a Kyoto in Giappone il Grand Prize for Academic Film nell’ambito dell’Academic Film Competition organizzata dal Museo dell’Università di Kyoto con il film Carnival King of Europe / Carnevale re d’Europa

Il film Carnival King of Europe / Carnevale re d’Europa di Giovanni Kezich e Michele Trentini (22', DVD, 2009) prodotto dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina nel contesto dell’omonimo progetto europeo, ha vinto a Kyoto in Giappone il Grand Prize for Academic Film nell’ambito dell’Academic Film Competition organizzata dal Museo dell’Università di Kyoto.
Il riconoscimento, guadagnato su una rosa di 227 partecipanti da tutto il mondo, appare particolarmente prestigioso, essendo Kyoto un centro riconosciuto di eccellenza per lo studio e la ricerca nel campo del documentario scientifico. Dopo una laboriosa selezione in tre fasi, sono stati scelti 15 lavori, di cui cinque segnalati con una mozione di merito, due insigniti del Premio per il Film Scientifico d’Eccezione ("Award for Outstanding Academic Film"), e uno solo - il concorrente trentino - dichiarato vincitore del Gran Premio internazionale ("Grand Prize for Academic Film").

Questa la motivazione del Premio: "Carnevali in varie parti d’Europa: nelle radici profonde della loro grande varietà, si può cogliere un comune legame che li unisce. Senza l’interferenza di un commento o di una voce fuori campo, un’infinità di sguardi da regioni differenti si mostrano e sono messe a confronto con mano esperta. E quel che più conta, lo spettatore viene coinvolto intellettualmente nel lavoro, e viene spinto a desiderare di essere anche lui insieme agli attori del carnevale, per poter fare i suoi paragoni da solo, sull’onda di strutture mentali che tutti gli esseri umani possono riuscire a condividere. Questo è un lavoro che fornisce un esempio da prendere a modello per il futuro delle metodologie di presentazione dei risultati di ricerche fondate su una base così vasta di materiali visivi".

Membri della giuria erano Omori Yasuhiro (antropologo visivo) Kawase Naomi (regista) Fujiwara Hiroshi (Internet Research Institute, CEO). A ritirare il Premio, nel corso di una bella cerimonia accompagnata da un quartetto d’archi (Mozart) e nondimeno tutta segnata dall’inconfondibile etichetta giapponese, Giovanni Kezich direttore del Museo e Antonella Mott coordinatrice del progetto europeo.
A complimentarsi con i vincitori, Matsumoto Hiroshi Rettore dell’Università di Kyoto, Ito Kimio Presidente della competizione, Ohno Terufumi direttore del Museo dell’Università di Kyoto, Tanaka Koji del Center for Integrated Area Studies.
La proiezione dei film premiati, seguita da un interessante dibattito, ha avuto luogo nel pomeriggio presso il Museo dell’Università.



Trentino, Wednesday 30th December 2009
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Quei dodici giorni di scarto. Kezich racconta magie e misteri nascosti fra Natale ed Epifania, fra la Luna e il Sole
by Barbara Gambino

Natale ed Epifania: ovvero il principio e il termine di 12 giorni dedicati a festività religiose, che affondano le radici nelle tradizioni e nei culti antichissimi legati al solstizio d'inverno. Ma i mesi invernali, spiega il direttore del Museo degli Usi e Costumi di San Michele all'Adige Giovanni Kezich, sono scanditi da ricorrenze che si spingono ben oltre il 6 gennaio...
«Quella del solstizio è solo una delle coincidenze importanti di un periodo sacrale che comincia ad Ognissanti per terminare grossomodo con l'entrata di Marzo, il "Trato Marzo" o lo "Schella Marz" delle nostre valli». Afferma Kezich.

Cinque mesi fitti di celebrazioni e ricorrenze, quindi?

«Certamente. Questo periodo è punteggiato di figure sacrali, di spiriti portatori di luce: da San Martino, con le lanterne, a Santa Lucia (Lucia!) a San Nicolò, a Gesù bambino, ai Tre Re, all'Epifania, a Sant'Antonio con il suo fuoco, alla Candelora del 2 febbraio, fino al Carnevale propriamente detto e ai riti della chiamata di Marzo, per non citare che gli eventi principali. È un periodo sacralizzato in tutto e per tutto, come se dall'alto si volesse di continuo "bucare" con un po' di luce la cortina di oscurità e di freddo che avvolge il mondo degli uomini».  

Cosa sopravvive dei culti legati al solstizio nella nostra tradizione? E nei nostri riti? Nelle usanze del nostro territorio?

«In maniera diretta il solstizio di per sé è assente dalla tradizione popolare alpina, ed è pure estraneo alle 12 notti canoniche del Natale, che non a caso iniziano qualche giorno dopo. In maniera più mediata e indiretta, tuttavia, la crisi implicita nel solstizio, e i riti legati al ritorno della luce, si riverberano in una grande quantità di occasioni calendariali, che vanno da novembre a marzo».

Nell’antichità i giorni che intercorrono tra il 25 dicembre e il 6 gennaio avevano un significato particolare? Per quale motivo in alcune tradizioni vengono chiamati grande "giorni sporchi", o anche "giorni sacri"?

«Le 12 notti che vanno dal Natale all'Epifania, note a tutta la tradizione popolare europea e per esempio, anche da Shakespeare, assumono un significato particolare. Si tratta di un periodo di giorni "di scarto" che risultano in origine dal tentativo di far coincidere l'anno lunare, formato da 12 mesi lunar (29 giorni ciascuno)i, con l'anno solare propriamente detto».

354 giorni circa dell'anno lunare contro i 365 di quello solare...

«Proprio così. Lo scarto, già ben noto agli antichi, risulta di 12 giorni circa: che sono giorni "fuori sacco", speciali, carichi di prodigi e di significati arcani, giorni in cui si può intravedere il futuro e formulare vaticini».

E l'Epifania, al di là del suo significato cristiano? Anch'essa è una ricorrenza antichissima, comune a tutte le culture?

'«L'Epifania chiude i 12 giorni canonici delle "feste" natalizie, ma non certo il periodo rituale di impronta pagana che va avanti almeno fino al 1° marzo: data dell'antico capodanno romuleo (attribuito al primo re di Roma), che infatti è ancora osservata in alcune parti del Balcani quale "vero" capodanno».

E la figura della Befana da dove deriva?

«La "Befana", come è noto, non è che una storpiatura di "epifania", ed è l'epiteto che, nella tradizione italiana, si è voluto applicare alla "Vecchia", figura carnevalesca onnipresente, importantissima, simbolo del tempo trascorso e nello stesso tempo garante di quello a venire, che ritroviamo in tutta la tradizione europea, in una quantità di contesti anche imprevedibilmente diversi. "La Vecchia è stanca!" (e non "il vecchio!") dicono per esempio gli alpini, alludendo al prossimo congedo, e alla certezza di un imminente rinnovarsi del tempo con un'"alba" nuova.



Trentino, Thursday 24th December 2009
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Il presepe? Copia il Carnevale. È l'ipotesi di Giovanni Kezich, direttore del Museo di San Michele
by Stefano Fait

In quest'epoca di migrazioni di massa e vaste trasformazioni socio-culturali si parla molto di identità e radici cristiane. Il Natale è la radice delle radici cristiane ma molti non si interrogano sull'origine di questa festività. Nei Vangeli non c'è traccia della data di nascita di Gesù e gli unici due che descrivono le circostanze del parto, Matteo e Luca, si contaddicono su quasi tutto. La data convenzionale del 25 dicembre fu fissata nel IV secolo, sovrapponendosi alla celebrazione dei culti solari pagani. Per i primi crisitiani il compleanno di Gesù cadeva invece il 6 gennaio. Fenomeni di sincretismo religioso che affascinano chi si occupa di etnografia. Per questo abbiamo intervistato Giovanni Kezich, direttore del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, impegnato da un paio di anni nell'esplorazione del significato e dell'origine del Carnevale, altra festa antica e popolarissima.

Dunque, sembra di poter dire che la data del Natale sia arbitraria ed i riti ad essa associati non siano originali

«C'è un proverbio che recita che "d'estate gli uomini vanno a caccia degli spiriti e d'inverno gli spiriti vengono a cercarli in casa". Fa tutto parte del sistema di credenze che circonda il periodo più drammatico dell'anno per le civiltà agrario-pastorali, quello in cui si devono stringere i denti e cercare di arrivare a primavera. È allora che gli spiriti giungono a recare conforto ai viventi ribadendo che il sole non si arrende (Sol Invictus) e tornerà la luce. San Martino, Santa Lucia, San Nicolò, l'Epifania, Sant'Antonio, la Candelora, formano un pantheon diversificato di spiriti luciferiani, portatori di luce e talora di doni. Sono celebrazioni legate alla luce che, gradualmente, sono state compresse attorno alla festa del solstizio».

Ieri Benedetto XVI ha precisato che San Francesco d'Assisi non ha inventato il presepe ma lo ha rilanciato. Per il papa l'usanza del presepe è molto più antica. Cosa pensa?

«Ha ragione lui e ha fatto molto bene a dirlo. Sono convinto che San Francesco, con quel suo presepe vivente di Greccio, abbia attinto al tradizionale modello carnascialesco. Presepi e carnevali mettono in scena e sacralizzano i vecchi mestieri ed il mondo minuto del popolo, idealizzandolo e legandolo agli antichi riti della fertilità. I simboli sono invertiti, ma lo schema è identico».

Il che ci riporta al presepe come nicchia con le statuette degli antenati da ingraziarsi, i famosi larii.

«Certo, vi è una continuità di questo sistema simbolico che arriva fino al Medioevo e che è stata poi recuperata da San francesco, appunto».

I mercatini di Natale continuano nonostante tutto a riscuotere successo. Perché?

«Non sono certo un critico dei mercatini, che rappresentano un'evidente indicazione del fatto che siamo ancora tutti preda del sentimento di un evento speciale, di una cesura del tempo profano ed ordinario. Lo esprimiamo con i nostri mezzi, quelli che ci sono consueti: il consumismo, la mercificazione, la cultura dell'usa e getta, ma dal punto di vista della psicologia sociale continuiamo a vivere in un mondo animista, con le stesse fiabe che si riproducono generazione dopo generazione, anche se in forme diverse».

Dopo i Carnevali d'Europa vi occuperete dei Natali d'Europa?

No. Il progetto dei Carnevali continua ed anzi si amplia, con l'adesione di Spagna, Slovenia, Polonia e Romania.

Al concorso internazionale per film e documentari scientifici di Kyoto avete sbaragliato la concorrenza da tutto il mondo con il vostro "Carnival King of Europe". Una bella soddisfazione.

«I giapponesi hanno capito perfettamente il sentimento del nostro lavoro, una visione sintetica della cultura tradizionale europea, un discorso incentrato sulla comprensione e fratellanza tra i popoli. L'abbecedario carnevalesco che costituisce il sostrato comune europeo interferisce con i nostri abiti mentali nazionalistici, con l'idea che ci siamo fatti che non ci sia mai stata un'Europa unita. Invece, pur con gradienti ed inflessioni locali, l'unità già c'era ed è stata disgregata dall'età degli stati nazionali. Per i giapponesi è stato più facile cogliere i tratti identificativi. Non solo, la prospettiva buddista li ha spinti a condividere lo spirito dell'impresa, la ricerca di un'accresciuta consapevolezza del posto dell'uomo nel cosmo».



Trentino, Thursday 24th December 2009
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«King of Carnival» conquista Kyoto

Un importante riconoscimento ha ottenuto «Carnival King of Europe / Carnevale re d'Europa» di Giovanni Kezich e Michele Trentini (22', dvd, 2009) il film prodotto dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina per l'omonimo progetto europeo: ha vinto a Kyoto il Grand Prize for Academic Film per l'Academic Film Competition organizzata dal Museo dell'Università di Kyoto. Il riconoscimento prestigioso perché guadagnato su una rosa di 227 partecipanti da tutto il mondo.



Trentino, Saturday 12th December 2009
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Prodotto dal Museo di San Michele. «Carnevale», il video premiato a Kyoto

«Carnival King of Europe, Carnevale re d'Europa» il film di Giovanni Kezich e Michele Trentini (22', dvd, 2009) prodotto dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina per l'omonimo progetto europeo, ha vinto a Kyoto in Giappone il Grand Prize for Academic Film organizzato dal Museo dell'Università di Kyoto. Il riconoscimento, guadagnato su una rosa di 227 partecipanti da tutto il mondo, è particolarmente prestigioso, essendo Kyoto un centro riconosciuto di eccellenza per lo studio e la ricerca nel campo del documentario scientifico. Dopo una laboriosa selezione in tre fasi, sono stati scelti 15 lavori, di cui cinque segnalati con una mozione di merito, e uno solo - il concorrente trentino - dichiarato vincitore del Gran Premio internazionale. Questa la motivazione: «Carnevali in varie parti d'Europa: nelle radici profonde della loro grande varietà, si può cogliere un comune legame che li unisce. Senza l'interferenza di un commento o di una voce fuori campo, un'infinità di sguardi da regioni differenti si mostrano e sono messe a confronto con mano esperta».



• Vita trentina, 8th November 2009
www.vitatrentina.it

L'Europa studia i carnevali. La ricerca del Museo degli Usi e Costumi di San Michele al centro del 13° Seminario di Etnografia Alpina

È l'unico progetto etnografico italiano che gode del finanziamento diretto, al 50%, del Dipartimento Cultura dell'Unione Europea. La ricerca dal titolo «Carnevale re d'Europa», che nei primi due anni è riuscita a evidenziare molte strutture comuni nelle mascherate allestite in varie regioni d'Europa come riti di potere e di fertilità, si rilancia con il convinto finanziamento di Bruxelles. Oltre ai ricercatori dei principali musei di Marsiglia (Francia), Zagabria (Croazia), Skopje (Macedonia) e Sofia (Bulgaria), vengono coinvolti anche partner spagnoli e di altre regioni italiane in una ricerca ora al centro del 13° Seminario Permanente di Etnografia Alpina dal 5 a 7 novembre.
Verranno da tutt'Europa per ascoltare e soprattutto vedere (sono previsti numerosi film e documentari nel programma aperto gratuitamente al pubblico presso l'aula magna dell'Istituto Agrario di San Michele) le indagini più recenti acquisite «sul campo» che consentono d'indagare le organizzazioni sociali attraverso i riti carnevaleschi, come hanno spiegato con la consueta passione il direttore Giovanni Kezich e la presidente Emanuela Renzetti.
Un progetto non «per addetti ai lavori» quello curato da Antonella Mott, come dimostra il successo della mostra itinerante in Europa, il ricco sito (www.carnivalkingofeurope.it) e le attività didattiche che accompagnano la ricerca sul Carnevale. Al Seminario trentino, dedicato all'etnografo Eric Wolf nel decennale della scomparsa, parteciperanno anche i gruppi dei più tipici carnevali trentini - Coredo, Romeno, Valfloriana, Varignano - con i loro cappelli a cono che si ritrovano in altre regioni europee.



Corriere del Trentino, Wednesday 4th November 2009
Il carnevale e i popoli. San Michele, ultimo atto di un progetto biennale
by Elisabetta Curzel

Con il convegno Carnevale re d'Europa, in programma da domani a sabato presso la Fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige, si chiude l'omonimo progetto: un percorso di oltre due anni dedicato a esplorare le origini dell'antica festività. L'idea di partenza, promossa dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, consisteva nel trovare radici comuni al carnevale, festa ancora oggi messa in atto in tante comunità dell'Europa rurale post-rurale secondo modalità arcaiche. Qual è la ragione di celebrazioni e personaggi ricorrenti?
Per cercare di rispondere a questa e altre domande, il Museo etnografico trentino ha riunito altre quattro istituzioni europee (appartenenti a Francia, Croazia, Macedonia e Bulgaria), ha ottenuto e gestito i fondi della Comunità, attingendo alle risorse del Programma Cultura, e ha infine prodotto un raccolto cospicuo, fatto di attività di ricerca sul campo, film, una mostra itinerante, un sito web dedicato (www.carnivalkingofeurope.it) e convegni di studio il cui contenuto, per quanto scientifico, può essere compreso e goduto dal pubblico generico.
«C'è stato un momento - spiega il direttore del museo di San Michele, Giovanni Kezich - nel quale il carnevale si è trasformato nel modello viareggino che tutti conosciamo, costituito da carri mascherati, satira politica e grandi figuranti di cartapesta: un cambiamento avvenuto soprattutto in ambito urbano. Ma se osserviamo i contesti rurali o i paesi di piccole dimensioni troviamo a tutt'oggi una grande aderenza alle origini del carnevale inteso come rito della fertilità. In più, ed è molto significativo, troviamo coerenza tra le manifestazioni di questo tipo che si svolgono in tutto il continente». Dall'oceano Atlantico al mar Nero, l'indagine ha documentato il modo in cui il corteo carnevalesco assume la forma di un vero e proprio giro di questua, nel quale tutte le maschere scambiano un augurio di prosperità e benessere per l'anno agrario che sta per cominciare con uova, dolci, vino o denaro. Figure demoniache vestite di pelo di capra e ornate di corna accompagnano figuranti biancovestiti, con il cappello a cono adornato di nastri multicolori. Ovunque, alla fine, si erige una grande pira per un fuoco purificatore.
La riflessione, poi estesa a gran parte del continente, trae origine dall'osservazione dei carnevali trentini, caratterizzati da una notevole diversità di fondo: un esempio è fornito da Predazzo, paese nel quale il carnevale era chiamato «chi che ara», ovvero gli aratori. La ricerca portata avanti dal Museo ha raccolto testimonianze di come l'aratura rituale abbia una forte carica simbolica e venga ripetuta in aree geografiche tra loro molto distanti. «Abbiamo registrato lo stesso cerimoniale in Bulgaria e nell'Inghilterra settentrionale, a Gravina di Puglia, in Trentino, in Alto Adige e in Spagna. Ampliando l'angolo visuale iniziale e spostandoci su una cartina d'Europa, abbiamo visto che esistevano spesso elementi riproposti, presenti nelle varie regioni senza soluzione di continuità. Questa non può essere casualità; deve rispondere a una struttura rituale che in un modo a noi ancora sconosciuto, a un certo punto della storia, manifestava una propria coerenza e unità».
Lo spririto alla base del progetto - mutuato dagli studi di uno dei fondatori dell'antropologia culturale, lo scozzese James Frazer, autore della monumentale opera Il ramo d'oro (1915) - non esclude la partecipazione attiva di chi il carnevale lo costruisce e aspetta per tutto l'anno. Saranno perciò protagonisti del convegno, attraverso filmati realizzati nel biennio di studio, anche le manifestazioni di Valfloriana, Grauno (in val di Cembra) e Palù del Fèrsina (val dei Mòcheni), tra i più significativi carnevali tradizionali che ancora oggi si svolgono in Trentino.
Da segnalare, all'interno del convegno, anche una piccola attenzione al moderno: l'intervento di Stefano Fait, antropologo e scrittore, che sabato pomeriggio parlerà al pubblico de La maschera del potere. Il suo intervento intende analizzare un fenomeno particolare: «La maschera - spiega lo studioso - può essere usata per incutere timore (come avviene allo stadio), per non venire riconosciuti (come fa Zorro), o per coprire deformità (come accade in Vanilla Sky); protegge dai demoni, permette di combattere la balbuzie, potenzia e sottolinea gli attibuti delle persone che la indossano, serve nelle feste di paese come elemento aggregante, per fondere la sfera umana e quella spirituale e per eseguire certi rituali in cui è necessaria una personificazione del divino, la metamorfosi dell'indossatore e la successiva epifania. Sono funzioni innocue o positive. A me interessano quelle negative». La riflessione proposta da Fait si focalizzerà sul Potere con la P maiuscola, una forza subdola in grado di «possedere, mettere le redini, domare, addomesticare ed addestrare l'uomo».
Gli interventi del convegno saranno in italiano e in inglese (con traduzione simultanea); l'ingresso, aperto a tutti, sarà libero e gratuito.



Trentino, Wednesday 4th November 2009
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L'Europa dei carnevali. A San Michele il punto su un progetto biennale
by Stefano Fait

Il convegno «Carnival King of Europe / Carnevale re d'Europa. Potere ritualità e i popoli senza storia. Giornate di studio in onore di Eric R. Wolf nel decennale della scomparsa», da domani nell'Aula Magna della Fondazione Edmund Mach a San Michele, segna la temporanea conclusione dell'omonimo progetto di ricerca coordinato dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina.
All'incontro, prenderanno parte i rappresentanti dei Musei etnografici di Francia, Croazia, Macedonia e Bulgaria, ma anche studiosi provenienti dal resto d'Europa e dagli Stati Uniti.
Giovanni Kezich, direttore del MUCGT, ha ricordato che il Seminario Permanente di Etnografia Alpina, «fin dall'inizio ha inteso sottolineare le particolarità alpine, sforzandosi nel contempo di sprovincializzarle. Anche con i carnevali siamo partiti dalle valli trentine, rimanendo colpiti dalla divesità delle espressioni anche a distanza di poche decine di chilometri, ma, contemporaneamente, allargando la visuale, notando anche le impressionanti corrispondenze nei riti carnascialeschi che vanno dal Portogallo alla Bulgaria e dal Sud Italia al Regno Unito. Affinità a macchia di leopardo, ma anche senza soluzione di continuità, che fanno pensare a un sostrato comune molto precedente a Illuminismo, Umanesimo, Cristianesimo».
Perché il convegno appena dopo Halloween e non a febbraio? Kezich ha precisato che il progetto europeo deve concludersi entro l'anno, aggiungendo poi che, originariamente, «molti carnevali iniziavano alle 11 dell'11 dell'11° mese dell'anno. E poi nel mondo alpino germanico è pressappoco in questo periodo che si festeggia San Nicolò col famoso Krampus. Quindi, stiamo recuperando la vecchia tradizione».
Il programma del convegno prevede, dalle 16 di domani, la proiezione dei film etnografici «3 carnevali e ½» di Michele Trentini e «Dancing for the camera» di Petr Hajn, ritratto di un ricercatore moravo che intuì l'esistenza del suddetto sostrato negli anni Venti del secolo scorso. Dalle 9 del giorno successivo, i vari interventi. Tra questi, quelli di Cesare Poppi e Giovanni Kezich, coordinatori del progetto, di Antonio Mastrojanni, che metterà alla prova le tesi di Kezich, e di John W. Cole, dell'University of Massachussetts-Amherst. Già stetto collaboratore di Wolf, uno dei grandi antropologi del secolo scorso, Cole scrisse con lui il saggio etnografico «La frontiera nascosta», uno studio che ha esercitato un'enorme influenza, sebbene non sempre riconosciuta, sulla cultura e sulla società trentina e, in misura minore, su quella altoatesina. Sarà lui a chiudere il convegno sabato pomeriggio.



L'adige, Wednesday 4th November 2009
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Quando il Carnevale è re d'Europa: convegno al via

SAN MICHELE - Si apre a San Michele, presso la Fondazione Mach, il convegno con personalità scientifiche nazionali e internazionali, dedicato al carnevale. Il convegno viene proposto nell'ambito del Seminario Permanente di Etnografia Alpina del Museo degli Usi e Costumi. «Carnival King of Europe (Carnevale Re d'Europa)», è il titolo della lunga ricerca che ha dato al Museo trentino un importante riconoscimento: il progetto etnografico è diventato patrimonio culturale europeo; è stato presentato a Bruxelles all'interno di «Culture in Motion».
Trento è capofila di un progetto scientifico, a cui partecipano come partner Bulgaria, Francia e Croazia, Macedonia. Ieri il direttore Giovanni Kezich e Emanuela Renzetti, docente dell'Univesità di Trento, hanno spiegato che la «tre giorni»di San Michele non è solo un'occasione di studio per gli addetti ai lavori, ma di conoscenza per tutti i cittadini.
In Italia - è stato detto nel corso della conferenza stampa - nessun altro progetto ha vinto un progetto europeo come capofila in un'avventura di questo genere. Il convegno cade nel decennale della scomparsa di Eric Wolf, legato al Museo trentino fino dalle sue origini.



Trentino, Thuesday 3rd November 2009
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Ritualità e potere nei carnevali d'Europa

Con il convegno «Carnival King of Europe - Carnevale re d'Europa. Potere, ritualità e i popoli senza storia. Giornate di studio in onore di Eric. R. Wolf (1923-1999), nel decennale della scomparsa», si concluderà il progetto del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina finanziato nell'ambito del «Programma Cultura» dell'Unione Europea.
Un progetto che ha previsto l'allestimento di una mostra itinerante, la messa in rete del sito www.carnivalkingofeurope.it e la pubblicazione di un DVD. Il convegno è in programma al Museo di San Michele da giovedì a sabato. Oltre ai rappresentanti dei musei etnografici nazionali di Francia, Croazia, Macedonia e Bulgaria (partner del progetto), interverranno studiosi provenienti da tutto il mondo e verranno presentati i materiali filmati originali finora inediti raccolti nel corso della ricerca.



Trentino, Friday 9th October 2009
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Il carnevale è un patrimonio europeo

SAN MICHELE - Il Carnevale europeo di San Michele conquista Bruxelles: «Carnival King of Europe», il progetto etnografico nato a San Michele, è diventato patrimonio culturale europeo. Soddisfatto Giovanni Kezich, direttore del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina: «Con questo progetto - spiega - che dimostra l'esistenza di un filo conduttore comune nella cultura e tradizione del Carnevale alpino, siamo riusciti a guadagnare la fiducia dell'Europa e dei Musei etnografici più importanti del continente. Oggi possiamo proseguire con rinnovato entusiasmo: per la seconda parte della ricerca hanno aderito, a confermare l'interesse che l'idea nata a San Michele suscita, anche Spagna, Polonia, Romania e Slovenia».



L'adige, Thursday 8th October 2009
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Il carnevale è patrimonio europeo

SAN MICHELE - Carnival King of Europe, il progetto etnografico nato a San Michele all'Adige, è diventato patrimonio culturale europeo. Presentato a Bruxelles all'interno di «Culture in motion», la giornata organizzata dalla Commissione Europea in cui viene proposta una selezione di progetti finanziati dal «Programma Cultura» ha dimostrato la propria validità e confermato l'utilità come strumento di comunicazione tra le diverse culture dell'Unione. Soddisfatto Giovanni Kezich, direttore del Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, che proprio a Bruxelles è stato chiamato ad illustrare il lavoro svolto, unico rappresentante italiano. I film di documentazione che sono stati girati e la mostra itinerante che, partita da San Michele all'Adige, ha fatto tappa per 6 mesi nelle capitali balcaniche. I risultati di questa iniziativa saranno presentati in occasione del Seminario Permanente di Etnografia Alpina (SPEA), che si terrà a San Michele dal 5 al 7 novembre.



El carnevàl de Valfloriana. Sabato 21 febbraio 2009, Comune di Valfloriana, febbraio 2009

Saluto del Sindaco. Graziano Lozzer e comune di Valfloriana
by Graziano Lozzer
La manifestazione costituisce anche un’occasione irripetibile di incontro e di comunicazione fra gli abitanti delle diverse frazioni del comune e le associazioni che grazie alla loro disponibilità rendono ancora più importante questo momento di festa.
Il Carnevale tradizionale di Valfloriana rappresenta un elemento di primaria grandezza in quanto, oltre a riproporre i riti di un passato non dimenticato, si inserisce come uno dei più significativi carnevali delle Alpi e importante veicolo di comunicazione per la promozione della Val di Fiemme.
Con la partecipazione al Carnevale Re d’Europa di Zagabria, organizzato dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige e dal Museo Etnografico di Zagabrai, svoltosi nel mese di gennaio, la nostra comunità si è resa protagonista di un evento storico-culturale di portata europea, il Carnevale Re d’Europa di Zagabria. La gente di Valfloriana a preso parte all’evento incontrando gli Ambasciatori e le delegazioni dei più importanti Carnevali Europei.
Un grazie particolare, quindi, a quanti dedicano energie e risorse per recuperare nel loro più vero significato queste espressioni popolari che testimoniano, più e meglio di mille volumi, l’identità più intima e vera della gente di Valfloriana



Republika Hrvatska Ministarstvo kulture u tisku, Iz tiska, Saturday 31th January 2009
www.Republika Hrvatska Ministarstvo kulture

Tajna veza europskih karnevala
by Nataša Gajski Kavačić
Zvonjava zvona, suđenje Pustu za sve loše u godini za nama, njegovo vješanje i spaljivanje na velikom krijesu dio je pokladnih običaja kojima svake godine iznova započinje i završava karnevalsko slavlje. Zimske poklade europskih naroda zajedno s mnogim srodnim manifestacijama koje se održavaju već od Svih svetih pa do početka proljeća nadahnjuju zajedničkim ceremonijalnim imaginarijem i imaju sličnu strukturu, često iste likove, radnje i situacije kao da žele pokazati da je u njihovoj osnovi isti drevni obred. U toj ceremonijalnoj inscenaciji u središtu je gotovo uvijek prikaz vjenčanja, priča o sjedinjenju spolova kao očitoj evokaciji ideje plodnosti. Upravo ta poveznica europskih karnevala bila je nit vodilja za projekt "Karneval kralj Europe" talijanskog Etnografskog muzeja Trentina iz San Michelea u Adigeu, u koji se uključio i zagrebački Etnografski muzej. Projektom koji financira Europska unija u sklopu programa kulture 2007.-2009., žele se istražiti zajednički korijene europskog karnevala u sklopu zimskih obreda plodnosti koji se još uvijek održavaju u velikom broju ruralnih i postruralnih zajednica u Europi. Uključeni su i Muzej europskih i mediteranskih civilizacija iz francuskog grada Marseillea, Nacionalni etnografski muzej iz Skopja te bugarski Nacionalni etnografski muzej iz Sofije. U sklopu projekta priređena je i putujuća izložba "Zimske maske plodnosti u europskom etnografskom kontekstu", nastala na temelju terenskih istraživanja u Italiji, Hrvatskoj, Bugarskoj i Makedoniji. Izložba je trenutno postavljena u zagrebačkom Etnografskom muzeju do 25. veljače, nakon što je već oduševila publiku u talijanskom gradu Trentinu. Zagrebačku izložbu poduprli su financijski Ministarstvo kulture i Zagrebačko poglavarstvo, jer je za zagrebački muzej izložba dopunjena predmetima i fotografijama te prilagođena našem prostoru budući da je u Italiji na raspolaganju bio nešto manji izložbeni prostor. Dizajn izložbe u hrvatskom glavnom gradu potpisuje Nikolina Jelavić Mitrović. "Naš rad sastojao se od zajedničkog terenskog istraživanja o ruralnim karnevalima i običajima, pri čemu smo se koncentrirali na jedan od tih običaja kao primjer, jer je karneval toliko raznolik da je nemoguće u kratkom vremenu istražiti sve njegove varijacije. Cijeli je projekt postavljen s tezom o sličnosti karnevala od Pirineja do Balkana, a mi se nadamo da će se nastaviti istraživanjem pokladnih običaja u zemljama Srednje Europe koje ćemo pozvati da nam se pridruže kad u svibnju na konferenciji u Zagrebu objavimo sve rezultate dosadašnjih istraživanja", objašnjava organizatorica izložbe u Etnografskom muzeju u Zagrebu Zvjezdana Antoš. Nova istraživanja omogućit će nove usporedbe među različitim područjima na Starom kontinentu, što će pridonijeti preciznijem ocrtavanju tog kompleksnog ceremonijala i objašnjenju specifičnosti njegova podrijetla i utemeljenosti njegove tisućljetne povijesti. "Putujućom izložbom maski pokazujemo specifičnosti, ali i poveznice etnoloških zbirki. Primjerice, pokladne kape izduženog, koničnog oblika vrlo su slične u Italiji i Bugarskoj, a kod nas ih možemo prepoznati u inačici kod rukavačkih zvončara. I vrpce se stalno pojavljuju na odijelima i maskama širom Europe, a poveznica je i u odvijanju samog rituala koji je poput kazališne predstave. Likovi sa zvonima i maskama koje su nerijetko zastrašujuće, ritualom tjeraju zimu i zle duhove te prizivaju plodnost tijekom cijele godine", kaže Antoš. Voditelj projekta "Karneval kralj Europe" Giovanni Kezich iz Trentina istraživanje zajedničkih korijena europskog karnevala ističe kao središnji cilj. Uz njega, na projektu radi Cesare Poppi, profesor etnologije i antropologije na Sveučilištu u Bologni. Multimedijski dio zagrebačke izložbe koncipirala je Zvjezdana Antoš, želeći da se uz zvučnu potporu na neki način ilustrira ambijent karnevala jer ljudi inače izložene predmete doživljavaju kao mrtve. "Karneval je živ, aktivan, od sudionika do onih koji gledaju. Upravo je stoga posebna pozornost posvećena multimedijskom dijelu izložbe. Zvuk zvona je dominantan kako bi se dobio potpuni doživljaj", veli Antoš. I etnografski film i fotografije važan su segmentu dokumentiranju i predstavljanju nematerijalne baštine. Autor etnografskih filmova je etnolog Michele Trentini, koji se bavi upravo tim  medijem, pa se u sklopu izložbe mogu pogledati njegovi radovi "Karneval kralj Europe" i "Jedan dan u Rukavcu, Valfloriani i Čmelniku" , dok je Vladimir Bocev režirao i snimio film "Jedan dan u Begništu".
"Izložba je popraćena i kvalitetnim fotografijama, a imali smo sreće što smo surađivali s Ivom Pervanom. Fotografije s terenskih istraživanja i iz fotodokumentacija etnografskih muzeja pridonijele su kvaliteti tog dijela izložbe. Uz fotodokumentaciju koja nam je jako važna za muzej, imamo i 20 sati materijala snimljenog videokamerom. Pratili smo sve faze karnevala, od zvončara koji pozivaju prirodu na buđenje i najavljuju vrijeme rituala, preko ceremonije vjenčanja i pluga kao simbola rodnosti polja i plodnosti mladenke, do likova sa šiljatim kapama i šaljivih prizora nakon obreda", tumači Antoš. Osobito je zadovoljna što je Etnografski muzej dijelom novca, koji su Ministarstvo i Grad izdvojili za izložbu, kupio nove predmete za zbirku i obogatio fundus. "Osim toga, kolege u Marseilleu kupili su za svoj muzej neke predmete iz Hrvatske, što je našoj zemlji važno jer je slabo zastupljena u europskim etnografskim muzejima. No, upravo su ovakvi europski projekti prilika da se predstavimo", naglašava Antoš. Na terenu je bilo izuzetno zanimljivo promatrati društvenu ulogu karnevala: "Na puno mjesta odvijaju se zapravo dva karnevala, onaj za publiku, dakle prezentiranje običaja na zadanu temu, na primjer vjenčanja ili ritualnog oranja, i onaj drugi koji ne može vidjeti toliko ljudi, a to je ophod za samu ruralnu zajednicu. Tradicionalni ophod rukavačkih zvonara nešto je sasvim drugo od onoga što rade u sklopu halubajskog karnevala na kojem je sedam, osam tradicijskih grupa, dok su ostale suvremene. Lokalna zajednica živi za tradicionalnu karnevalsku ophodnju, ona je dio njihovog identiteta. Sami zvončari vele da su najžalosniji kad ne mogu zbog bolesti ići u pohod. Zajednica ih dočekuje, priprema im hranu i  piće, a zvončari izvode svoj ritual. Kulturološki jednaki ritual izvodi se u planinskom dijelu talijanskog grada Trentina, čak je i ponuda fritula slična, jedino što talijanske poklade dobivaju još i juhu, a naše kobasice za jelo. U Bugarskoj, uoči karnevala za široke mase, događa se i interni karneval gdje se pokladne skupine natjeèu u zvonjavi i doslovce padaju u trans«, kaže Antoš. Ono što je u istraživanju nesporno jest da sve karnevalske skupine u osnovi vodi ista ideja, a to je zabava. Jer, karneval i jest zabava.



www.Vjesnik.hr, Friday 16th January 2009
www.vjesnik.com

Isti korijeni europskih karnevala
by Marina Tenžera
Zastrašujuæa, groteskna maska s ljudskom obrazinom, na koju su dodani rogovi, uši i èeljust približava se uz krikove i ples. Tajanstvenu i èudovišnu prirodu karnevala ugošæuje Zagreb u vidu nevelike, ali vrhunske izložbe »Karneval - kralj Europe - zimske maske plodnosti u europskome etnografskom kontekstu « u Etnografskome muzeju. Rijetko se kad na jednome mjestu pregledno i multimedijski mogu vidjeti u živo rezultati meðunarodnih istraživanja kojima je namjera utvrditi zajednièke korijene europskoga karnevala u sklopu zimskih obreda plodnosti, koji se još održavaju u velikom broju seoskih i poslijeseoskih zajednica. Izložba je u prvome redu projekt Etnografskoga muzeja Trentina iz San Michelea u Adigeu, koji financira Europska unija u sklopu programa »Kultura 2007.- 2009«, a osim zagrebaèkoga muzeja partneri u projektu su i Muzej europskih i mediteranskih civilizacija iz Marseillesa, Nacionalni etnografski muzej iz Skoplja i Nacionalni etnografski muzej iz Sofije. Autori izložbe su Giovanni Kezich i Cesare Poppi, s hrvatske strane kustosica izložbe je Zvjezdana Antoš, koja potpisuje i odabir fotografija i koncepciju izvanrednoga multimedijskog dijela, dok su za likovni postav zaslužni Strudio Tacus Didone i Nikolina Jelaviæ Mitroviæ (uvodni i multimedijski dio). Posebna zanimljivost koja zorno predoèava zajednièke korijene karnevala su etnografski filmovi Michelea Trentinija i Vladimira Boceva, koji doèaravaju dramu karnevala u Hrvatskoj, Bugarskoj i Italiji.
»Sveta drama«
Pretpostavka za istraživanje bila je da se zimske poklade europskih naroda, odnosno sam karneval zajedno sa srodnim manifestacijama, koje se održavaju od Svih svetih do poèetka
proljeæa, nadahnjuju zajednièkim ceremonijalnim imaginarijem i da imaju sliènu strukturu, èesto i iste likove, radnje i situacije, kao da žele pokazati »da je u njihovoj osnovi isti drevni obred, ista sveta drama«.
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L'adige, Sunday 18th January 2009
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I matòci e i lacchè nel carnevale d'Europa & Popolo dei boschi, brusti e crafen

by Renzo Grosselli
ZAGABRIA - Un turpiloquio di colori, un'ecatombe di suoni, atteggiamenti lascivi, ululati. E, ancora, eleganza ed energia. Notte magica a Zagabria dove il popolo dei boschi ha salutato il suo carnevale e per il Trentino c'erano i lacchè di Romeno e i matòci (ma si scrive "Carnevale Tradizione") di Valfloriana che hanno fatto, per dirla con la lingua di quel popolo "la loro porca figura".
I lacchè e i matòci come gli zvoncari croati dell'entroterra di Rijeka nascono dalla pancia dell'Europa, dal brodo culturale che venne a formarsi dall'incontro di popoli sul suolo continentale qualche millennio fa. Non solo in senso nord-sud ma anche est-ovest: l'Europa scopre nei suoi carnevali tradizionali le profonde similitudini di riti, credenze, espressioni simboliche religiose. E questa Europa dei carnevali è partita dal Museo degli Usi e Costumi di San Michele all'Adige che si è fatto promotore del progetto, finanziato dall'Unione Europea, "Carnevale Re d'Europa" a cui partecipano musei di Italia (San. Michele), Francia, Croazia, Macedonia e Bulgaria.
La mostra che ne è uno dei risultati e che a San Michele è stata godibile tra novembre e dicembre, è transitata al Museo etnografico nazionale di Zagabria, inaugurata giovedì alla presenza dei due gruppi carnevaleschi trentini e di quello degli scampanatori croati di Rukavac.
Maschere simili, colori vivacissimi, campanacci da bovini, gesti legati alla fertilità e addiritttura ai riti (come l'aratura della neve e la semina invernale) si riscontrano in molte tradizioni carnevalesche europee, dai Pirenei alla Bulgaria, dal Piemonte alla Scandinavia passando per il Trentino. E l'altra sera se n'è avuta la prova al Museo etnografico di Zagabria.
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www.Vjesnik.hr, Friday 16th January 2009
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Karneval - kralj Europe. Izložba o karnevalu ostvarena u sklopu meðunarodnoga projekta koji financira Europska unija
by Marina Tenžera

ZAGREB - U Etnografskome muzeju u gradu romantièno obavijenu snijegom, uoèi raspojasanih karenvalskih fešti, otvorena je u èetvrtak na veèer jedna od najzanimljivjih europskih izložaba ove godine. Zimske maske plodnosti Rijeè je o izložbi »Karneval - kralj Europe, Zimske maske plodnosti« Etnografskog muzeja Trentina (Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina) iz San Michelea u Adigeu, u Italiji. Autori izložbe su Giovanni Kezich i Cesare Poppi, odabir fotografija i idejnu koncepciju multimedijskog dijela izložbe vodi Zvjezdana Antoš koja potpisuje i organizaciju s Antonellom Motti, filmove su snimili Michele Trentini i Vladimir Bocev, dok je postav uvodnog dijela i multimedijskog dijela izložbe naèinila Nikolina Jelaviæ Mitroviæ.Izložba je ostvarena u sklopu projekta »Karnevalkralj Europe / Carnival - King of Europe« koji financira Europska unija u sklopu programa »Kultura 2007.- 2009.«. Partneri u projektu su Muzej europskih i mediteranskih civilizacija (Musée des Civilisations de l’Europe et de la Méditerranée) iz Marseillesa, Etnografski muzej iz Zagreba, Nacionalni etnografski muzej iz Skoplja i Nacionalni etnografski muzej
iz Sofije.
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